E' la mattina di mercoledì scorso e nella centralissima piazza Savonarola, sede del Municipio, il piccolo sindacato di Polizia, il COISP, organizza un sit-in in solidarietà dei quattro poliziotti (Monica Segatto, Paolo Forlani, Enzo Pontani e Luca Pollastri) condannati in via definitiva dalla Cassazione il 21 Giugno del 2012 a 3 anni e 6 mesi di reclusione per omicidio colposo per uso eccessivo delle armi e della forza sconsiderata. Agli agenti sono stati condonati 3 anni delle pena, grazie all'indulto votato da centrosinistra e centrodestra durante il Governo Prodi.
Federico Aldrovandi : I Fatti
E' una tranquilla mattinata e a Ferrara la vita scorre come sempre. Splende anche un timido sole in cielo. Si viene a sapere che il COISP, sindacato di minoranza negli agenti sotto il controllo del ministero dell'Interno, svolgerà il proprio congresso regionale nella cittadina emiliana al Circolo dei Negozianti. E' proprio prima di aprire l'incontro che i membri iscritti al COISP si recano sotto il Palazzo Comunale di Ferrara dove Patrizia, mamma di Federico, lavora come dipendente all'Ufficio Protocollo. Lo striscione che i “poliziotti” tengono per le mani recita, “La legge non è uguale per tutti. I poliziotti in carcere, i criminali a casa. Solidarietà, amicizia, speranza, affetto per Luca, Paolo, Monica, Enzo”. All'inizio la signora Moretti scrive su Facebook della manifestazione statica, sperando che finisca al più presto e sperando (vanamente) alla provocazione contro un caso che ha dilaniato la sua famiglia e ha segnato Ferrara per sempre.
Nulla da fare: anzi la manifestazione prende corpo sempre più. Così decide di intervenire il sindaco, Tiziano Tagliani, il quale si scontra ferocemente con il capo del sindacato Franco Maccanti e l'europarlamentare di Futuro e Libertà, Salatto, che si intromette nella discussione pregando addirittura il primo cittadino di andarsene. E' proprio in quel momento che Tagliani comincia a gridare, denunciando la strafottenza dei manifestanti. Il sindaco era solo sceso per chiedere loro di spostarsi di 10 metri, evitando di creare ulteriore oltraggio alla mamma di Aldrovandi e quindi a tutta la famiglia.
Ed esattamente in quel momento che Patrizia decide di scendere dall'ufficio, portando con sé uno striscione con la foto del figlio, scattata nell'obitorio in quella notte orribile di ormai 8 anni fa. La mamma visibilmente commossa non riesce neppure con questo gesto a far allontanare gli agenti, che anzi si girano di spalle a sfregio.
Ritornando al Circolo dei Negozianti, il Maccanti, ha preso la parola esordendo che l'immagine mostrata dalla mamma in piazza è taroccata e quindi risultata inutilizzabile nel processo. Dettaglio falso, tanto che è stata utilizzata dal PM per dimostrare la colpevolezza degli agenti.
Federico Aldrovandi : l'omicidio
Federico è stato pestato, all'età di 18 anni, dai poliziotti di pattuglia nella notte del 25 Settembre mentre tornava a casa dopo una serata trascorsa con gli amici al locale Link di Bologna. Come dichiarato dalla mamma a Servizio Pubblico da Santoro, non sapremo mai la dinamica vera che ha scatenato la colluttazione. Certo è che l'Adro (così lo chiamavano gli amici) camminava tranquillamente nel centro della sua città per rincasare. Qui avrebbe incontrato gli agenti, i quali credendo egli fosse sotto sostanze stupefacenti, lo hanno pestato a morte. Dalle indagini e dalle perizie iniziali, infatti, si cerca di gettare fango su Federico affermato la non lucidità del giovane. Ma durante i vari processi, sia i giudici che le perizie della famiglia hanno stabilito che sì, l'Aldrovandi aveva assunto delle droghe leggere e dell'alcool, ma per la droga il valore era di 100 volte inferiore alla soglia di legge e per l'alcool era talmente al di sotto da permettersi persino la guida di una autovettura.
Le varie perizie e l'autopsia hanno costatato in maniera incontrovertibile che Federico è stato prima picchiato (ammanettandolo dietro la schiena) in posizione sdraiata ferendogli la natica sinistra e schiacciandogli pure i testicoli. Quindi il ragazzo non ha potuto porre resistenza. Il giudice ha anche stabilito la falsità del parere della difesa perché Federico, anche se avesse assunto droghe in dose massiccia, non avrebbe avuto la forza di difendersi trattandosi di oppiacei, famosi per essere sedanti. E l'eroina è da escludere perché non vi erano tracce evidenti nel sangue.
Dalle dichiarazioni di alcuni testimoni, prima l'Adro sarebbe stato fermato dall'Alfa 3 con alla guida Enzo Pontani e Luca Pollastri e poi sarebbe stata chiamata “a rinforzo” l'Alfa 2 con Paolo Forlani e Monica Segatto.
L'ambulanza è stata chiamata ore dopo dai poliziotti, quando non c'era nulla da fare.
Ad incastrare gli agenti è stata una intercettazione in cui dichiaravano di averlo menato pesantemente e dove cercavano di concordare una versione uguale per tutti e quattro.
Federico Aldrovandi : a "servizio pubblico"
Patrizia, intervenuta Giovedì scorso a Servizio Pubblico da Santoro, ha ripercorso velocemente i fatti di Mercoledì mattina implorando tutti di avere rispetto del figlio e affinché il caso di Federico sia un inno alla vita. La signora, con una dignità che lascia di stucco, ha ripercorso anche tutti i depistaggi delle indagini preliminari e anche le emozioni che ha vissuto l'altra mattina, tali da farla scendere in Piazza Savonarola per mostrare la foto del figlio. E' proprio nello studio di Cinecittà che ha chiesto l'espulsione dalla Polizia degli agenti pregiudicati.
Il ministro Cancellieri, ospite in un TG, è stata molto prudente pregando di rispettare le sentenze ed il dolore della famiglia, che la Polizia vista l'altra mattina non è la maggioranza e che il loro comportamento morale è inaccettabile. Ha ordinato una ispezione alla questura per verificare i permessi concessi dal questore Mariuello dove vi era scritto di concedere “adeguato servizio d'ordine per limitare le azioni legali”.
Federico Aldrovandi : Sviluppi
Mentre stiamo per chiudere il pezzo, veniamo a sapere di un ex ministro, tal Carlo Giovanardi, che in una trasmissione di una famosa radio afferma che gli agenti debbano essere scarcerati e che il sangue dietro la testa di Federico non è autentico ma è un cuscino. Lasciamo a voi i commenti.