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Caso Cucchi, parla l'avvocato della famiglia: "Così hanno ucciso Stefano"

Martedì, 04 Novembre 2014 00:01

31 Ottobre 2014, fulmine a ciel sereno: tutti gli imputati per l'uccisione di Stefano Cucchi, il 31enne morto cinque anni fa in carcere, sono stati assolti dalla Corte d'Appello di Roma. Medici, infermieri, secondini del carcere, carabinieri. Tutti.

Fabio Anselmo è l'avvocato che ha seguito tutta la vicenda. Non è digiuno, purtroppo, a casi del genere: fu il legale anche della famiglia Aldrovandi, del caso Uva e Budroni che abbiamo raccontato sempre ai nostri microfoni.

Nell'intervista che gli abbiamo fatto giovedì 6 Novembre, a Politically Scorrect, ha ripercorso tutti i passaggi del lungo calvario processuale. "Per noi era chiaro fin da subito - ci confessa - che sarebbe stato un gioco al massacro anche per i tanti depistaggi incontrati. E purtroppo, almeno fino ad ora, non ci siamo sbagliati". Anselmo ha chiarito tutti i dubbi e tutta la strategia processuale portata avanti questi anni, grazie al supporto fondamentale e incrollabile di Ilaria Cucchi: "Stefano, secondo noi, è stato pestato di botte nel carcere sotto al Tribunale di piazzale Clodio, dove ognuno si è lavato le mani e ha detto, nel processo, di non aver visto nulla. Ma come è possibile?"

Quando gli chiediamo se crede agli appelli per la ricerca della verità da parte di molte istituzioni del nostro Paese, conferma che "la prudenza è d'obbligo perché in questi casi la retorica è facile. Però forse stavolta sono sincere: anche perché il caso è davanti a tutti i cittadini che sentiamo vicini come non mai".

 

Vi riproponiamo, anche, l'intervista che facemmo ad Ilaria Cucchi qualche mese fa. Buon ascolto!

(realizzato da Alessio Valeri e Simone Piloni)