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The Wolfpack, storia di 6 ragazzi salvati dal cinema

Giovedì, 22 Ottobre 2015 05:00

Docu-film che vede come protagonisti la famiglia Angulo. I sei fratelli fino a 16 anni hanno vissuto la loro esistenza rinchiusi in casa, l'unica finestra sul mondo arriva dalle vhs e dvd che il padre, appassionato di cinema, porta a casa.

the wolfpack - Il trailer ufficiale

Per un giorno lasciamo la Sezione Ufficiale della Festa de Cinema di Roma 2015 e viriamo su Alice nella Città, la rassegna parallela che prevede il Premio Taodue/ Camera d'Or per la miglior opera prima tra i premi ufficiali di Alice.

Una rassegna niente affato minore e che presenta una enorme varietà di film e documentari tra i quali, per citarne alcuni, "Belle Sebastien - L'avventura continua", "Pan - Viaggio nell'Isola che non c'è", "Mustang", l'attesissimo"Il Piccolo principe" o "Game Therapy" dei seguitissimi Youtubers idoli dei ragazzini.

Questa volta vi parliamo del documentario "The Wolfpack" della newyorkese Crystal Moselle, autrice della serie "Something Big, Something Small" tra i cui protagonisti troviamo Shepard Fairey e Farrel Williams.

Vi ricordate il brano "Last night the Dj save my life"? Qui potrebbe andar bene" movies saved my life". Dopo "Room" di Lenny Abrahamson di cui vi abbiamo scritto giorni fa, torniamo a parlare di reclusione...la stessa del bellissimo "Mustang".

Protagonisti del documentario sono la famiglia Angulo e i sei fratelli( Bhagavan, Jagasida, Govinda, Narayana, Makunda e Krsna). Sembra impossibile eppure è una storia vera. I ragazzi fino a 16 anni hanno letteralmente vissuto la loro esistenza rinchiusi in casa.

I genitori per preservarli dai pericoli della tentacolare New York, li hanno isolati dal mondo.La madre, maestra abilitata percepisce uno stipendio da insegnante ed i suoi unici "scolari" sono i suoi figli. NIente Internet e niente telefono , sembra una follia per i nostri giorni e pensando a N.Y a maggior ragione.

L'unica finestra sul mondo arriva dalle vhs e dvd che il padre, appassionato di cinema porta a casa: stiamo parlando si più di 5000 titoli passati in rassegna. Il cinema li ha nutriti e il cinema li ha salvati. L'amore quasi maniacale per la settima Arte li ha portati a trascrivere manualmente le scenografie di tutti i film più amati. Aprendo le porte alla troupe hanno messo in scena proprio quei film con l'aiuto di costumi fatti da loro stessi con tutti materiali riciclati in casa. Una meraviglia il costume di Batman fatto incredibilmente con scatole di cereali.

E' Makunda che per la prima volta mette il muso fuori ( ovviamente al sicuro, nascosto da una delle sue maschere). Le parole di quei ragazzi ti restano dentro e allibiscono per la genuinità. Sguardi di ragazzi che hanno vissuto comunque in armonia la loro infanzia ma ora che pian piano sono usciti dal guscio si vestono di una luce nuova.

Una storia ed un documentario che pongono mille domande su educazione, standard sociali, aspettative che fanno il paio con un altro film passato alla Festa del Cinema: "The End of the Tour".

Ancora una volta in questi giorni di Festa, il cinema riesce ad aprire il cuore e la mente di chi sceglie quella sedia e quel maxi schermo. Appagati.

Un servizio di Alessandro Giglio