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Green Book, la recensione

Mercoledì, 30 Gennaio 2019 13:02

Dal 31 gennaio nei cinema un film da non perdere. Green Book con Viggo Mortensen e Mahershala Ali vi conquisterà. Questa la nostra recensione.

Era transitato lo scorso ottobre alla Festa del Cinema di Roma suscitando molti apprezzamenti. Aveva conquistato poi 3 Golden Globe e pochi giorni fa raggranellato 5 nomination agli Oscar, tutta roba pesante: Miglior Film, sceneggiatura originale, attore protagonista e non protagonista, più miglior montaggio.

Avevamo grandi aspettative e la visione in anteprima non ci ha deluso, semmai ulteriormente galvanizzati.

Green Book nasce dalla penna di Nick Vallelonga, Peter Farrelly e Brian Curry ma è il primo il vero custode della storia vera su cui il film si poggia.

Nick Vallelonga è infatti il figlio di Tony “Lip” Vallelonga, protagonista di Green Book ed interpretato da un magnifico Viggo Mortensen.

LA TRAMA

Siamo negli Stati Uniti nel 1962. Tony “Lip”, buttafuori del club Newyorkese Copacabana in cui si esibivano i migliori musicisti dell’epoca, perde il lavoro a causa della chiusura del locale. L’offerta che gli si presenta davanti non è delle più semplici da accettare, almeno per il tempo.

Accompagnare in qualità di autista il musicista Don Shirley nella tournée che lo vedrà impegnato nel sud degli States.

Quel che non vi ho detto è che il pianista è di colore e in quegli anni aggirarsi tra Alabama Missouri e Tennessee non era una delle cose più salubri da fare in quel caso.

Green Book non a caso è il nome di parziale di The Negro Motorist Green Book, una guida turistica pubblicata dal ’36 al ’66 nella quale si elencavano tutte le strutture ricettive che ammettevano clienti che non fossero bianchi. Uno strumento non di semplice aiuto ma di stretta sopravvivenza.

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TANTI I PUNTI FORTI DEL FILM

Partiamo dalla coppia scelta da Peter Farrelly.

La chimica tra Viggo Mortensen e Mahershala Ali è pazzesca. I due sono una specie di Jessica Tandy e Morgan Freeman al contrario. Con l’autista in questo caso con una innata attitudine al “ Problem solving” per così dire: un driver dai modi bruschi ma tanto “Wolf risolvo problemi” per capirsi.

Una gara di bravura cui è difficile assegnare la palma di vincitore quella tra i due attori.

Viggo interpreta un uomo tutto istinto e con quell’intelligenza che solo la strada sa forgiare. Ha di certo modi discutibili e un pò rozzi ma mai subdoli. Tony è uno che le cose le dice in faccia. Ha una sola parola e non scende a compromessi.

Doc Shirley, questo il nome con cui il virtuoso pianista è conosciuto e apprezzato, è il suo esatto opposto. Gli studi al conservatorio di San Pietroburgo, 2 lauree e diverse lingue sono il suo bagaglio culturale invidiabile. Il tutto condito da modi impeccabili, da vero gentleman.

I due mondi che si incrociano su di un’auto color pastello in questo incantevole road movie sono opposti solo sulla carta. La storia, come la vita ci da occasione di sperimentare se solo qualche volta fossimo più disponibili, dimostrerà quanto invece possano essere complementari.

Viggo, ingrassato a dovere, s’è calato in un personaggio che sembra nato per interpretare. Merito di una sceneggiatura senza sbavature, intelligente, divertente e azzeccata come in poche altre occasioni c’è capitato di imbatterci. Senz’altro quella che premieremmo noi nella corsa agli Oscar.

Mortensen dimostra una sensibilità fuori dal comune e un talento alcune volte un pò imbrigliato ma che stavolta va come un purosangue.

Mahershala Ali, dopo l’Oscar per Moonlight che l’aveva catapultato all’attenzione del mondo intero, incanta anche stavolta. Lo fa attingendo ad un portamento regale e ad uno charme che fanno innamorare.

Il lavoro della celebre costumista Betsy Heinman è sublimato con un attore come Ali ( fate attenzione ai completi che il nostro sfoggia città dopo città nel suo tour).

In questo film c’è chi parte solo per soldi e chi per dimostrare qualcosa a se stesso e attraverso sé aprire un breccia in mondo che andava cambiato o quantomeno corretto, perché “ Essere geni non basta. Bisogna avere coraggio per cambiare il cuore della gente”.

Tony è il primo, Doc Shirley il secondo. Quel che non sanno è quanto il loro incontro cambierà in meglio ognuno di loro.

Green Book ha il merito di toccare con leggerezza e determinazione argomenti al contrario tanto “pesanti”: razzismo, pregiudizio, sessualità, identità, amicizia e lealtà.

Riesce a fare tutto questo lasciandoti ridere di gusto per ampi tratti e magari nascondere l’emozione nella tua seggiolina del cinema mentre ti sale un groppo in gola.

Un plauso va a Peter Farrelly che una volta di più dimostra il suo talento scostandosi dai canoni con cui s’è fatto ammirare e conoscere. Ricordiamo che Farrelly è lo stesso che con il fratello Bob ha scritto e diretto tra gli altri Tutti pazzi per Mary e Scemo & più scemo.    

Sua tra le tante, la scelta quanto mai calzante di mettere i veri Vallelonga ad interpretare la famiglia di Tony, tutti con nessuna o poca esperienza di recitazione. L’autenticità è la chiave per comprendere meglio Tony ed il suo mondo.

Un film completo e riuscito in tutte le sue sfaccettature, avvincente ed emozionante.

Fatevi un regalo: andate a vederlo al cinema.

Di Alessandro Giglio

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