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VadoInMessico : Archeology of the Future

Mercoledì, 24 Luglio 2013 12:04

Sembra l’inizio di una barzelletta: “Ci sono due italiani, un austriaco, un messicano e un francese..” e invece non è uno scherzo. E’ una cosa seria che si chiama Vadoinmessico, London based indie-rock band, melting pot come solo Londra può produrne.

Giorgio, cantante e compositore della band, italiano, è stato ospite ai microfoni di Radio Libera Tutti ad inizio Luglio, e si è concesso per un’interessante chiacchierata in cui si è parlato di molto.

Si è parlato naturalmente del loro disco del 2012, Archeology of the Future, segnalato dalle riviste che si occupano di musica alternativa in molti paesi e che ha raccolto l’attenzione ed il gradimento della critica e del pubblico per una serie di motivi che lo rendono un così detto “disco di genere” (un genere a parte, psychedelic-pop).

Archeology of the Future è una mistura di suoni provenienti dall’Ego di ognuno dei componenti della band che mettono, senza alcuna strategia, la propria cultura al servizio del proprio prodotto. Il risultato è un disco pieno di influenze e sonorità differenti tra loro che si legano perfettamente l’una all’altra rendendo, attraverso la diversità e la peculiarità, perfettamente l’idea di essere indipendenti. Indipendenti dall’etichetta, indipendenti dai correntoni, da quello che deve o che non deve piacere.

Si è parlato anche di questo con Giorgio, della scena indipendente e di quella emergente nel Regno Unito (perché la band è da considerarsi britannica). Giorgio ha un’idea molto chiara, quasi disarmante, sull’argomento. Sembra che la musica emergente esista, ma in una dimensione che non la etichetta, non la riduce e non la stigmatizza, ma la valorizza. Non è quella musica che non ascolta nessuno, che la gente evita. E’ parte integrante e propulsiva (quando merita) dell’enorme "tutto" della buona musica. Proprio come deve essere. Cerco di sbilanciarlo e di portarlo a parlare della scena emergente ed indipendente italiana, della quale tanto si sta occupando la nostra redazione. Niente. E’ solido e questa sua solidità apre un panorama inquietante: sappiamo molto di come si muove la musica nei luoghi del mondo che contano, sappiamo molto di come si muove (o non si muove) nel nostro povero imbarbarito paese, ma non abbiamo idea di come gli altri ci vedano da fuori. La risposta ce la da proprio Giorgio: non ci vedono, perché noi non ci mostriamo. Siamo inattivi, non stiamo andando dalla parte sbagliata, ci limitiamo a non andare, a non esistere.

Racconto a Giorgio che c’è spazio per un risveglio e che noi come tante altre realtà che non tollerano più l’ignoranza, abbiamo iniziato a concentrare le energie e spingiamo dal basso; poi torniamo a parlare del disco, delle influenze musicali, dei testi e dei bellissimi video delle loro canzoni.

Giorgio scrive in modo spontaneo, diretto e molto semplice. Ricorda la produzione di Battisti, è una composizione semplice che parla spesso d’amore e di nostalgia per i luoghi e per le persone, ma è anche allegra, leggera, latina, un po’ esotica.

Archeology of the Future, per ammissione dello stesso autore, benficia e viene arricchito dal missaggio di un nome della musica internazionale: Craig Silvey, già coinvolto in fortunate produzioni per Portishead, Miles Kane e per Arcade Fire, con un disco che vince un Grammy e molto altro.

Con le dovute attenzioni e con la dovuta divulgazione, questo potrebbe essere un sound che sposta l’asse delle sonorità indi sul Mediterraneo o  sull’America Centrale. Giorgio risponde che non ci ha mai pensato e coglie l’occasione per anticiparci che un nuovo disco è in lavorazione e che avrà influenze diverse, probabilmente più elettroniche. Intanto c’è Archeology, che i Vadoinmessico suonano dal vivo praticamente ogni sera, tra l’altro in un lunghissimo luglio in tutta Italia. Ieri sera erano a Roma, al Pigneto Spazio Aperto, nell’occasione del Festival Ausgang. Sono molto bravi anche dal vivo il concerto è divertente e non cala mai. Poi, dopo una birra e una piacevole chiacchierata, velocissimi verso altri luoghi ed a fine tour negli USA per prendere e restituire qualcosa anche da li.

E’ bello parlare con i Vadoinmessico, è come ascoltare la loro musica.

Semplici, genuini, onesti e ed umili. Insomma, veramente alternativi.

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