Il vero e forse unico elisir che tanto ambiva era ben nascosto, in un luogo in cui egli probabilmente non avrebbe mai guardato se non per caso: dentro di sé. Battezzato come Ubiad1 non è che un enzima in grado di far produrre al nostro organismo la vitamina antiossidante Q10, presente già nei prodotti di bellezza contro l’invecchiamento. I Ricercatori del Centro di Biotecnologie molecolari dell’Università di Torino avevano intrapreso il loro studio con un diverso obiettivo, indagare nelle origini delle malformazioni cardiovascolari, in cui è stato usato, al posto del conosciuto topo da laboratorio, un piccolo pesce tropicale, lo zebrafish, le cui caratteristiche sono molto simili a quelle che troviamo nei vertebrati superiori, e ovviamente nell’uomo.
La recente e notevole scoperta dell’enzima Ubiad1 risulta di fondamentale importanza per difendere l’organismo dai danni causati dallo stress ossidativo e permette l’avvio a ricerche di nuovi farmaci che proteggano la cellula dall’effetto dei radicali ossidrilici che la conducono al suo invecchiamento. Inoltre lo studio sarà indirizzato nel trovare la sostanza in grado di stimolare l’enzima, per produrre la vitamina Q10, la quale, già presente artificialmente,può venir oggi assimilata come normale integratore ma l’organismo umano è in grado di inglobarne solo il 3% del suo potere anti-invecchiamento.
Ricordate “il curioso caso di Benjamin Button”, film in cui l’attore Brad Pitt impersona un uomo nato vecchio e che ringiovanisce con il passar del tempo?! Sicuramente non sarà questo lo scopo ultimo della scoperta dell’enzima Ubiad1, poiché la scienza non può venir così sfruttata e sottovalutata per dei semplici capricci umani, ma è destinata a qualcosa di molto più profondo, come ovviamente la cura di malattie che attualmente sono incurabili. Per questo l’enzima e studi che lo vedranno come protagonista saranno finalizzati per trattamenti per alcune patologie cardiovascolari e per dare una speranza contro una patologia che porta gradualmente alla perdita della vista, la Distrofia del Cristallino di Schnyder, causata proprio da mutazioni a livello del gene che sintetizza il nuovo enzima: Ubiad1.







