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Derby Romano : Tra passione e rivalità

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"Alea iacta est", “il dado è tratto”, come diceva Giulio Cesare sul Rubicone. Siamo giunti al termine della settimana di passione per eccellenza per la città di Roma, il derby capitolino è ormai alle porte.

Si il derby, assolutamente riduttivo e persino anacronistico considerarlo una semplice partita di calcio; la stracittadina è l’avvenimento atteso un anno, uno scontro tra due modi opposti di vivere la romanità e la passione sportiva; più rumorosa e folcloristica la parte giallorossa, più elitaria e spigolosa quella biancoceleste.

Non si limita ai 90 minuti, è una sfida totalizzante, in cui la cornice diventa soggetto principale; la voglia di prevalere sull’altra sponda del Tevere comprende ogni aspetto, dalla scenografia più bella all’apporto canoro più alto, allo striscione più divertente. Già le scenografie, lo spettacolo offerto dalle 2 curve, con teloni, cartoncini, bandiere e fumogeni, è caratteristica essenziale della stracittadina e vale da sola il prezzo del biglietto. Impressa nella mente rimane la scenografia ideata dalla curva nord, che riproduceva i pianeti e l’aquila sopra uno sfondo azzurro a rappresentare il cielo, con striscione finale “in tutto il firmamento sei sempre la più bella", che venne ripresa in uno spot pubblicitario di una nota bibita.

Lazio-Roma è anche scaramanzia, con quel complesso di riti e consuetudini da ripetere morbosamente e ossessivamente, che vanno dal vestiario al tragitto per andare allo stadio, dalla compagnia alla location dove seguire la gara, e arriva persino al cibo da mangiare. Si tratta di una follia generale, tutta la città si blocca; si torna tutti un po’ bambini e si prova costantemente lo stesso vortice di emozioni che si ripete ogni volta come se fosse la prima. Notti insonni, passate a girarsi e rigirarsi nel letto immaginando il gol della vittoria, magari del proprio calciatore preferito; groppo in gola e ansia già dalla mattina; adrenalina all’eccesso. Come può definirsi tutto ciò una semplice partita di calcio?

In questo clima di accesissima rivalità non sono mancati momenti di estrema solidarietà, uno su tutti lo scorso 11 novembre 2012 nella partita di andata, coincisa col quinto anniversario dell’omicidio di un figlio di Roma, prima ancora che tifoso laziale, Gabriele Sandri, con la partecipazione di tutto il popolo giallorosso e con il capitano della Roma, Francesco Totti, sotto la curva nord a rendere omaggio allo sfortunato ragazzo. Questo è il derby romano. Indubbiamente ciò potrebbe apparire esagerato a chi non vive queste realtà e non è neppure il caso di spiegarglielo, perché come si dice nel celebre film Febbre a 90:

"è qualcosa che non puoi capire se non ci sei dentro”.

Derby Romano

Ultima modifica il Sabato, 06 Aprile 2013 12:35

Grande numero 10 di altri tempi, provetto giornalista ed avvocato in erba.

Uno scrittore da pezzi tutt'altro che scontati.