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Wikileaks.it : i rapporti Italia-Russia

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Carissimi lettori, vorrei iniziare la collaborazione sul blog di RLT parlando dello scandalo di Wikileaks, avvenuto nel 2010, quando ci fu la più grande fuga di notizie dalle ambasciate americane di tutto il mondo. Il responsabile di questo evento del decennio è Jiulian Assange, definibile tranquillamente un paladino dell'informazione libera.

Tutti questi documenti segretati o confidenziali crearono, come ricorderete, molto imbarazzo nel mondo. Memorabile fu la considerazione verso il presidente francese di allora, Nicolas Sarkozy, definito un “Re Nudo”.

Wikileaks.it : I rapporti particolari tra l'Italia e la Russia

Iniziamo il nostro racconto con la valutazione dell'ambasciatore americano a Roma sulla nostra politica estera  russo-fila, di radici profonde, la quale non è solo conseguenza della grande amicizia personale e politica fra Silvio Berlusconi e Vladimir Putin, ma è anche figlia della tradizione dell'ormai scomparso Partito comunista italiano, il più forte dell'Europa occidentale e di precise volontà economiche dell'ENI,di Berlusconi e di larga parte degli industriali italiani.

Il dispaccio in questione è del 2008 (ai tempi della guerra Georgia-Russia) e l'ambasciatore americano a Roma è Ronald Spogli, amico personale di George W. Bush, a fine mandato per la scadenza della Presidenza Bush nello stesso anno (l'attuale ambasciatore è David Thorne). Nel documento, Spogli analizza prima la storia delle relazioni Italia-URSS e poi Italia-Russia classificando i politici italiani di sinistra “pro-Russia” esclusivamente per la loro antica fede ideologica, nonostante le grandi differenze fra la Russia comunista e quella di ora; le relazioni commerciali tra i due paesi sono inoltre considerate “rasentanti il limite di ciò che può ritenersi appropriato” ed è un giudizio che riguarda i rapporti sia precedenti che successive al crollo del Muro di Berlino.

Putin è considerato una delle figure politiche più influenti in Italia, sia nei contatti con Berlusconi che col centrosinistra, visto che il nostro è il Paese più visitato dall'ex capo del KGB, che nel 2008 fece visita al Cavaliere in Sardegna ancor prima che gli fosse conferito l'incarico per la formazione del nuovo Governo da parte di Napolitano. Le rivelazioni più imbarazzanti di Spogli tuttavia riguardano la gestione italiana del rapporto con l'ex paese sovietico: le istituzioni politiche italiane, non avevano alcuna influenza nella gestione del rapporto con Berlusconi premier, per stessa ammissione del Ministro degli Affari Esteri italiano Frattini, in un incontro con il segretario di stato alla Difesa Dick Cheney. Il rapporto stretto tra l'allora premier italiano in pectore ed il presidente russo, si fonderebbe, secondo gli 007 americani, sugli interessi industriali del Cavaliere: l'ambasciatore georgiano infatti riferisce che Putin avrebbe promesso una percentuale al capo del PDL sulla costruzione dei gasdotti tra Turchia e Italia(Progetto Southstream) e che comunque Berlusconi ammirerebbe il suo amico russo per il suo atteggiarsi da macho e le sue pulsioni fortemente autoritarie. Viene citato inoltre un oscuro personaggio, di cui si sa poco o nulla, che accompagnerebbe il fondatore di Fininvest nei suoi viaggi in Russia: tale Valentino Valentini, parlamentare del PDL che sarebbe l'uomo-chiave delle relazioni tra i due Presidenti. Non è chiaro cosa faccia in Russia Valentini, ma Spogli afferma che curerebbe gli interessi industriali del Cavaliere.

Le relazioni tra Italia e Russia sono anche spinte dall'ENI, chiaramente interessata a stipulare contratti vantaggiosi e con procedure poco trasparenti per garantire la fornitura energetica di gas all'Italia, facendo in questo modo dell'Italia un dipendente energetico dalla Russia. Secondo gli USA la nostra dipendenza permette alla Russia di contare maggiormente nelle decisioni politiche europee e fa aumentare il peso specifico del paese nei rapporti bilaterali tra i due paesi della Guerra Fredda.

Tutto questo, chiaramente, unito al fatto che “Berlusconi non accetta alcun consiglio sulla politica estera con la Russia”, preoccupava fortemente (o preoccupa tuttora?) gli americani, soprattutto in quel momento di forte tensione fra USA e Russia per la guerra in Georgia. Spogli quindi suggerisce di impegnarsi con grandi sforzi per far crescere il dibattito all'interno del PDL sulla politica estera filo-russa, puntando probabilmente ad una fronda interna di alcuni parlamentari del centrodestra, che per stessa ammissione dell'ambasciatore avvicinarono al tempo Spogli affermando di essere pronti a fare tutti gli sforzi per limitare le attività di Berlusconi in Russia. L'ambasciatore però non si mostra in conclusione fiducioso, affermando che il premier italiano  “è il microfono italiano della politica estera di Putin”.

Dal documento si evince tranquillamente che la relazione stretta fra il nostro Paese e l'ex paese comunista non rafforza i nostri rapporti economici ma quelli delle solite oligarchie.

Continueremo, alla prossima, con lo sguardo verso la Calabria da Washington.

Ultima modifica il Martedì, 16 Aprile 2013 20:35