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L'atteso terzo capitolo di Kung Fu Panda: Recensione e Trailer

Martedì, 08 Marzo 2016 10:31

Il primo capitolo di Kung Fu Panda è stato il film più visto in Italia nel 2008, con quasi 3 milioni di spettatori e più di 17 di incasso. Il secondo capitolo nel mondo ha incassato più di 665 milioni di dollari. Ora che arriva il sequel, potrete immaginare l'attesa. Radio Libera Tutti ha visto in anteprima Kung Fu Panda 3, eccovi la recensione. Nelle sale dal prossimo 17 marzo.

Ci sono diversi tipi di commozione. Siamo abituati a pensare, vedendo un film, a quella scatenata da scene "strappalacrime" (in tutte le versioni possibili). Capita invece che chi vi scrive, benchè sia in verità piuttosto sensibile, tenda a commuoversi quando percepisce in un'opera dell'intelletto umano, una qualche forma di grandezza.   Non ho la pretesa di stabilire cosa sia meritevole o meno e cosa sia degno di commozione o non lo sia, so solo che sono emozioni che non riesco a frenare. Mi commuovo ascoltando la Nona di Beethoven ma anche entrando nella Basilica di Assisi e ammirandone gli affreschi.  Che c'entra tutto questo discorso con Kung Fu Panda 3? 

Beh, è successo anche qui. Il film d'animazione, giunto al terzo capitolo (per vederlo comunque non occorre aver visto i precedenti) parte frenetico e finisce per avvolgerti con tutti gli ingredienti mescolati alla perfezione. Kung Fu Panda 3 è uno spettacolo per gli occhi, un caleidoscopio multicolore. E' avventura, è azione, è divertimento per tutte le età.

Ero all'anteprima insieme a scolaresche di diverse classi e le risate dei ragazzi, ve lo assicuro, non si "addomesticano" come quelle di qualche giornalista.  Ironia, sarcasmo, poesia e gioia ti invadono letteralmente i sensi irradiandoti con le stesse sensazioni che i protagonisti della vicenda provano. Non stupisce vedere come i film d'animazione siano sempre più spesso in cima nelle classifiche d'incasso. Magari ci porti tuo figlio, ma il primo a godere dello spettacolo sei proprio tu, ormai quarantenne. Torni a casa e non vedi l'ora di invitare alla visione non solo i tuoi coetanei, ma pure i tuoi genitori, conscio del fatto che non potrà che piacere anche a loro. Non starò a raccontarvi la trama, non è li la forza del film, benchè abbia un suo svolgimento compiuto ed interessante. Non posso non sbandierare invece l'emozione di poter dire che il regista di questa bellezza (insieme a Jennifer Yuh) è un ragazzo di appena 38 anni, italiano trapiantato negli States da un pò di anni, che ha scalato i vertici della DreamWorks, il colosso dell'animazione USA.

Alessandro Carloni era presente all'anteprima del film che si è svolta presso l'Auditorium Parco della Musica di Roma (primo di una serie di eventi come questo) e al termine della proiezione ci ha raccontato della nascita di Po (il panda protagonista della saga), del suo mutamento rispetto all'idea iniziale e la ragione di tale cambiamento.  Carloni ritiene che la storia sia importante ma che prima venga la costruzione del personaggio. Se quello non funziona, se non suscita empatia, non c'è storia che tenga. Con Po ha fatto centro e di certo se avessimo una macchina abbastanza capiente per la sua stazza, chiunque di noi lo avrebbe già fatto accomodare come compagno di viaggio.

Carloni è un fiume in piena quando racconta e  accompagna con i suoi versi gli storyboard del film. C'è passione ed un enorme talento dietro. Umile al tempo stesso perchè sa che per arrivare al top c'è bisogno di un lavoro d'equipe e non di un uomo solo al comando. La magia e l'ammirazione è per l'idea che centinaia di persone, ognuna con i suoi di talenti, abbiano messo tutto a disposizione di un unico obiettivo. Dovrebbe essere sempre così in un film ma spesso il talento non c'è e il lavoro di squadra è un concetto che troppi sembrano immaginare come una cosa legata solo allo sport...

Il film uscirà nelle nostre sale il 17 marzo prossimo, io capace pure che torni a vederlo. Mi porto la fidanzata, i miei genitori e magari metto in cantiere un figlio, vorrei che anche lui vedesse come me, cose così belle!

di Alessandro Giglio 

 

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