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Cos'è, come funziona, quando serve l'osteopatia? Intervista all’osteopata Ilenia Barbaliscia

Venerdì, 06 Maggio 2022 17:51

Come funziona? Quando serve? Che differenza c’è con la fisioterapia o con i massaggi? Abbiamo raccolto le domande che avremmo sempre voluto fare a un osteopata così da fare chiarezza su tutto quello che c’è da sapere sull’osteopatia.

 L’osteopatia è una terapia manuale olistica che prevede delle manipolazioni del corpo per ristabilire l’equilibrio dell’organismo.
Per questa intervista ci siamo rivolti a Ilenia Barbaliscia, osteopata di Genzano di Roma.  

Ciao Ilenia, partiamo dalle basi: che cos’è l’Osteopatia?

L’osteopatia è un Sistema di prevenzione sanitaria che si basa sul contatto manuale per la diagnosi e per il trattamento. Pur fondandosi sulle scienze fondamentali e le conoscenze mediche tradizionali (anatomia, fisiologia, etc.) non prevede l’uso di farmaci né il ricorso alla chirurgia, ma attraverso manipolazioni e manovre specifiche, si dimostra efficace per la prevenzione, valutazione ed il trattamento di disturbi che interessano non solo l’apparato neuro-muscolo-scheletrico, ma anche cranio-sacrale (legame tra il cranio, la colonna vertebrale e l’osso sacro) e viscerale (azioni sulla mobilità degli organi viscerali).
L’osteopatia agisce sul corpo analizzandolo nella sua interezza, non si sofferma sul sintomo o sul dolore ma cerca la causa scatenante in tutto il corpo considerando il sintomo un campanello d’allarme.
L’osteopatia analizza il corpo nel suo insieme cercando di includere tutti gli aspetti della vita del paziente: psicologici, ambientali, strutturali, ecc. l’osteopatia tratta il paziente stimolando e attivando il corpo, dandogli degli input per favorirne la guarigione.
Il trattamento osteopatico viene visto come influenza facilitante per incoraggiare questo processo di autoregolazione e autoguarigione.
I dolori accusati dai pazienti risultano da una relazione reciproca tra i componenti muscolo-scheletrici e quelli viscerali di una malattia o di uno sforzo.

 

Come si diventa osteopati? Vuol raccontarci il tuo percorso?

Si diventa osteopati al termine di un percorso di studi della durata di  6 anni e dopo aver conseguito l’esame DO e la discussione di tesi.
Io ho seguito il percorso formativo full-time, un percorso che tendenzialmente ti porta ad una preparazione a 360° sul corpo umano. Gli anni di studio si alternano tra ore di teoria, ore di pratica e tirocini sia in ospedale che con pazienti esterni da trattare sotto la sorveglianza dei professori.

Spesso c’è un po’ di confusione nel distinguere le varie figure professionali, potresti spiegare a grandi linee la differenza tra un osteopata e un fisioterapista?

Spesso c’è confusione tra le due professioni, in quanto comunemente si crede che la loro applicazione sia la medesima. In realtà, la fisioterapia ha uno scopo riabilitativo, mentre l’osteopatia ha un obiettivo preventivo; questa è la regione per cui le due professioni possono collaborare tra loro.
Al contrario del fisioterapista, che opera principalmente in maniera localizzata, l’osteopata adotta un approccio globale, andando a trattare in profondità le cause dirette ed indirette della sintomatologia.

Cerchiamo di fare chiarezza sulla differenza delle due attività:

  • L’osteopatia è un approccio olistico che si interessa della fisiologia globale. L’osteopata cerca di ristabilire il corretto equilibrio tra i tessuti,  utilizzando solamente le proprie mani per trattare il paziente. L’osteopatia si avvale di una serie di tecniche manuali (manipolazione osteopatica) per ottimizzare la capacità di autoguarigione del corpo umano e far sì che i tessuti del nostro organismo lavorino in armonia.

L’osteopatia non è necessariamente ed esclusivamente una pratica riabilitativa. Piuttosto, essa può agire come supporto per il corretto funzionamento quotidiano di organi ed articolazioni o come strumento di prevenzione.

  • La fisioterapia si occupa di riabilitazione e si focalizza nel curare dei deficit. Il fisioterapista favorisce la ripresa bio-meccanica della motricità, potendo scegliere di fare uso di macchinari e attrezzature. 

Quali sono le problematiche più comuni che riscontri nei tuoi pazienti?

Le problematiche più comuni per cui i pazienti decidono di venire a studio sono la lombalgia, dolori cervicali, pubalgia, dorsalgia… credendo che abbiano fatto qualche movimento sbagliato che li ha “bloccati”; dopo un’attenta analisi e ricerca della causa nella maggior parte dei casi si arriva alla conclusione che dietro queste problematiche articolari c’è una latente problematica viscerale (gastrite, stipsi, reflusso, colon irritabile…), oppure affezioni di carattere ortodontico o semplicemente un “trauma” recente o in passato (colpo di frusta, una caduta,…)

Come si svolge un trattamento osteopatico? Quanto dura? Si sente dolore?

Ogni seduta osteopatica dura all’incirca dai 45 ai 60 minuti e si compone di più fasi: nella fase di anamnesi ci si occupa di raccogliere informazioni sullo stato di salute e lo stile di vita del paziente, per capire insieme quali potrebbero essere i benefici del trattamento e come proseguire verso uno stato di benessere generale. In particolare, l’osteopata si informerà sulla modalità di insorgenza dei disturbi, sul momento esatto della loro comparsa, sulla localizzazione, intensità, fattori aggravanti, fattori attenuanti, sulla funzionalità di tutte quelle strutture maggiormente correlate al distretto sintomatico, etc.
Poi si passa all'osservazione deòla postura del paziente, eseguendo dei test osteopatici si cerca di scoprire dove potrebbero riscontrarsi squilibri posturali.
Il trattamento consiste poi nella correzione di queste disfunzioni per poter ripristinare i giusti meccanismi.
Al termine del trattamento, cercheremo di fare insieme il punto della situazione per analizzare le sensazioni del paziente e risolvere eventuali dubbi.
L’osteopata lascerà il paziente con consigli dettagliati su come comportarti nel post seduta e quale potrebbe essere un percorso a lungo termine.
Solitamente durante il trattamento non si sente dolore.

Quante sedute servono affinché il trattamento dia risultati?

Il quantitativo di sedute dipende molto dalla problematica e da quanto quest’ultima persiste.

Che cosa ti piace di più del tuo lavoro?

La cosa che mi piace di più del mio lavoro è vedere i pazienti risolvere problematiche che procuravano loro disagi e di dare loro la possibilità di tornare a fare delle attività che era stato impedito loro per molto tempo.

Ci racconti il caso più particolare che hai trattato?

Uno dei casi più particolare che ho trattato è stato quello di un ragazzo che in seguito ad una operazione per pectus excavatum (anomalia della gabbia toracica caratterizzata da un infossamento della parte centrale dello sterno), ha iniziato ad avere disturbi digestivi e a soffrire di reflusso, oltre a percepire dolori alle spalle, cervicale e dorsali. Le sintomatologie si sono ridotte drasticamente andando a liberare le aderenze delle cicatrici conseguenti alle operazioni.

Progetti per il futuro?

Per il momento i progetti per il futuro sono quelli di continuare a studiare così da incrementare le possibilità di poter aiutare i pazienti che si rivolgeranno a me a raggiungere uno stato di salute e benessere.

A chi può far bene l’osteopatia?

L’osteopatia si indirizza a tutte quelle patologie di tipo funzionale sulle quali l’osteopata può agire per ripristinare l’armonia delle strutture coinvolte: ridando mobilità a queste ultime si favorisce infatti il ripristino delle possibilità di autoguarigione. Non esiste inoltre un limite minimo o massimo d’età per il paziente: l’osteopatia può dare benefici dalla gravidanza, ai primi giorni di vita fino alla vecchiaia. Né esistono limiti nel trattamento circa la localizzazione delle problematiche del paziente: il sistema muscolo-scheletrico, i visceri, i nervi, le relazioni ormonali ecc., tutto può risentire positivamente del ripristino della corretta mobilità delle strutture coinvolte, localmente ed a distanza.

Quali sono le controindicazioni?

Il campo d’azione dell’osteopatia è quello della medicina funzionale ed esclude quindi tutte le lesioni anatomiche gravi, ma anche tutte le urgenze mediche. In questi casi è utile agire urgentemente, poiché le sole difese dell’organismo non sono più sufficienti per combattere la patologia e sarà necessario un “aiuto esterno” per lottare contro l’aggressione o ristabilire equilibri alterati. Ad eccezione di questi casi estremi, l’osteopatia ci permette di ritrovare lo stato di salute, senza timore di provocare effetti secondari indesiderati, anche in associazione con altri trattamenti.