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"Il nome del figlio", il ritorno alla regia della Archibugi con qualche polemica

Martedì, 20 Gennaio 2015 12:54

Sette anni di silenzio avevano gettato quasi nell’oblio Francesca Archibugi. L’autrice di “Mignon è partita” ( suo esordio alla macchina da presa) e “Il grande cocomero” l’avevamo lasciata col suo ultimo lavoro “Questione di tempo”.

La regista romana per il suo ritorno sceglie il remake di un film francese di appena 2 anni fa: “La cena tra amici”che nella sua versione diventa “Il nome del figlio”. Ci sono un po’ di polemiche riguardo a questa scelta e per constatarlo basta dare una occhiata alla pagina facebook ufficiale del film.

Sono tanti a lamentarsi del clamore dietro all’uscita del film che secondo molti nulla aggiunge al bel precedente francese. Alle accuse l’amministratore della pagina risponde ad ogni commento con un laconico “Entrambi i film sono un adattamento dell’opera teatrale di successo “Le Prenom”. La cosa corrisponde a verità, entrambi sono un adattamento, ma non sottolineare che “La cena tra amici” è stato diretto dagli stessi registi che scrissero l’opera teatrale, mi pare poco corretto.

La casa di Betta e Sandro (Golino e Lo Cascio)è il fulcro della vicenda. Paolo ( un esilarante e straripante Alessandro Gassmann) arriva a casa dei due ( lei è sua sorella) per cena mentre Claudio (Rocco Papaleo), musicista da sempre amico del cuore di Betta è già arrivato. Ancora latita, poiché in radio per una intervista, Simona (Micaela Ramazzotti), compagna di Paolo in dolce attesa e dalle velleità letterarie.

Il tentativo del duo Archibugi / Piccolo ( coautore della sceneggiatura) è quello di mostrare e fustigare tutte le contraddizioni italiche. Lo sbruffone arricchito, l’intellettuale solidale che però non cerca di capire neppure la moglie. La presunta superiorità morale di una sinistra che si rivela cinica e altezzosa. Il pregiudizio e la difficoltà di saper cedere tutti quei privilegi che non ci appartengono più.

Per chi non ha visto il film di De La Pantellier e Delaporte, questo della Archibugi potrà risultare gradevole grazie soprattutto anche ad un cast che non sbaglia un colpo e convince.

Super Gassmann in un ruolo che sarebbe stato perfetto per il padre ma che, udite udite, il figlio non fa rimpiangere.

La Golino esprime al meglio le frustrazioni di tante donne riuscendo a farlo senza le commiserazioni e gli isterismi cui ci hanno abituato molte dive nostrane.

Papaleo non è distante dal suo cliché ma il testo non lo porta ad abusarne, mentre la rivelazione è una Micaela Ramazzotti in grande spolvero.

Il ruolo della “borgatara” che ha qualcosa da esprimere e sa essere più presente di chi invece ti aspetteresti viene esaltato dalla sua prova. Buono pure un Lo Cascio che alterna le “sue prerogative” a lampi di umorismo inusuale.

Ci si diverte forse in modo “più italiano”, anche più chiassoso ma sempre con garbo malgrado i flashback che raccontano la storia della famiglia Pontecorvo risultino didascalici e superflui (nell’originale non c’erano). Unico vero scivolone resta quel “Telefonami tra vent’anni”di Lucio Dalla che il gruppo di amici canta intorno al piano di casa: piacione, stucchevole e falso come una banconota da 15 euro. 

  

Il film  prodotto da Indiana Production e Lucky Red sarà nei cinemadal 22 gennaio prossimo. Continuo a non capire il bisogno di un lavoro che sostanzialmente resta un remake a così pochi anni di distanza ma in assoluto non lo boccio. Sei e mezzo!    

 

 

DATI TECNICI:

Regia Francesca Archibugi
Soggetto Alexandre de La Patellière, Matthieu Delaporte
Sceneggiatura Francesca Archibugi, Francesco Piccolo
Produttore Claudio Saraceni
Casa di produzione Marco Cohen, Fabrizio Donvito, Birgit Kemner, Philippe Gompel, Lorenzo Gangarossa, Benedetto Habib, Alessandro Mascheroni
Fotografia Fabio Cianchetti
Montaggio Esmeralda Calabria
Scenografia Alessandro Vannucci
Costumi Alessandro Lai

 

INTERPRETI E PERSONAGGI:  

Alessandro Gassmann: Paolo

Valeria Golino: Betta

Luigi Lo Cascio : Sandro

Rocco Papaleo: Claudio

Micaela Ramazzotti: Simona

 

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