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Dal 19 febbraio "Mortdecai" è al cinema con Johnny Depp e Gwyneth Paltrow

Giovedì, 12 Febbraio 2015 17:59

Passa la prima mezz’ora e continui a rimuginare su quale spreco si stia compiendo. Dal 19 febbraio al cinema, “Mortdecai” può vantare un cast da far invidia mettendo nell’ordine Johnny Depp, Gwyneth Paltrow, Ewan McGregor, Paul Bettany e Jeff Goldblum.

Tratto dal romanzo omonimo di Kyril Bonfiglioli, autore della trilogia che ha per protagonista l’eccentrico  Charlie Mortdecai, (dal 10 febbraio in libreria è arrivato “Don’t point that thing at me”, primo della serie), il lungometraggio è diretto dallo sceneggiatore e regista David Koepp.

Lo avevamo apprezzato nelle vesti dello sceneggiatore (Mission Impossible, Jurassic Park e Spiderman e Carlito’s Way) e dopo l’esordio alla regia del ‘94 con Suspicious, Koepp inanella 6 film tra cui Secret Window  20 anni più tardi in cui ebbe modo di lavorare con Johnny Depp.

E’ proprio quest’ultimo che, una volta avuta tra le mani la primigenia sceneggiatura di Mortdecai, la passa al regista affinchè la esamini.  A Koepp sembrò subito chiaro che nessun altro potesse interpretare il protagonista se non l’attore di Owensboro.

La trama si svela poco a poco ed è un crescendo. Mercante d’arte quasi sul lastrico, discendente di una famiglia aristocratica, Charlie Mortdecai è sepolto dai debiti. Alistair Martland (Ewan McGregor poco in forma e  scialbetto), sua vecchia conoscenza ai tempi del college e da sempre infatuato della moglie di Mortdecai (una affascinante, altera e sublime Gwyneth Paltrow), in qualità di membro dell’MI5, si rivolge a lui per rintracciare un prezioso dipinto appena rubato e sulle cui tracce pare essersi messo Emil Strago, un pericoloso rivoluzionario interessato al quadro per sfruttarne i proventi e finanziare una rivoluzione su scala mondiale. Per Charlie è l’occasione di tamponare i debiti con la Corona.

Lo diciamo? Siete pronti? La pecca in questo film è proprio il bel Johnny (sul bello dopo le ultime apparizioni lasciateci dubitare).

Il fatto è che l’attore non è più sceso dalla Perla Nera, imprigionato in tutte quelle mossette e tic che pure avevano fatto divertire nei Pirati dei Carabi, il Capitano Jack Sparrow non è un valore aggiunto stavolta.

L’umorismo tutto british che il suo Mortdecai dovrebbe trasudare è posticcio e un pò fuori registro. Sa riprendersi invece al fianco di Paul Bettany che interpreta al meglio il suo tuttofare: applausi a Koepp per una scelta che in pochi avrebbero fatto.

Se come accennato la prima mezz’ora quasi mi innervosisce, il film sa riprendersi comunque e se si sta al gioco c’è il rischio concreto di divertirsi.

Resta comunque una occasione persa perché le condizioni c’erano tutte affinchè Mortdecai potesse ambire al ruolo di Ispettore Clouseau 3.0 con la goffaggine al potere intrisa di sano snobismo inglese. Poteva esser migliore ma non va bocciato l’esperimento, e se conquista, lo fa grazie alla vivacità di una regia che sembra un mix tra il primo Guy Ritchie e l’ultimo Matthew Vaughn di Kingsman. Con meno effetti di questo ma con un Colin Firth in più magari sarebbe andata diversamente.   

Promossa su tutta la linea Gwyneth Paltrow ,fantastica nella gestione di un ruolo, questo sì, fatto apposta per lei. Buona Visione!  

  

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