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Tempo instabile con probabili schiarite, la recensione

Martedì, 24 Marzo 2015 15:17

Il 2 Aprile è il giorno di uscita al cinema per Tempo instabile con probabili schiarite, un film di Marco Pontecorvo (direttore della fotografia per Gigolò per caso e Games of Thrones) con Lillo, Luca Zingretti, John Turturro e Carolina Crescentini.

Siamo nelle Marche, al confine con la Romagna, Ermanno e Giacomo sono i fondatori di una cooperativa che produce divani ma soprattutto sono amici fin dall’infanzia. Ermanno (Lillo) è sposato con Elena e hanno un figlio di 17 anni che ama i manga giapponesi. Giacomo (Zingaretti) vive da solo con suo figlio Gabriele di anni 18 e che sogna di diventare un giocatore di baseball. L’azienda è stata colpita dalla crisi e le tasse stanno ormai consumando i due imprenditori che per risparmiare un bel po’ di soldi decidono di nascondere dei fusti nel cortile poiché costerebbe troppo smaltirli. Quella notte cambierà completamente la loro vita, nello scavare a fondo nel terreno si scontrano con un magma nero e puzzolente: eureca, è petrolio!

Questo evento farà scoppiare conflitti e contraddizioni, spaccherà il piccolo borgo in due perché come dice l’esperto ingegner Lombelli (John Turturro)la strada per lo sfruttamento del pozzo è complicata e tortuosa ed ha bisogno di molti soldi per essere avviata.Il primo titolo a cui Pontecorvo aveva pensato era “Rebelot” che in dialetto padano significa confusione, disordine e aiuta a capire il mondo in cui il film si iscrive. Un caos scatenato dall’idea della ricchezza facile, un’illusione di cambiare le proprie sorti e il proprio destino senza lavorare come muli, benedicendo soltanto quella manna dal cielo.

L’incapacità di dialogo prende il posto dell’amicizia e le vite del paese diventano protagoniste, dai giovani appassionati di comics giapponesi agli anziani ex partigiani. Il contrasto generazionale è sottolineato anche dalla struttura del film che offre delle incursioni di spezzoni manga immaginati o sognati da Tito, il figlio di Ermanno, che catapulteranno lo spettatore in un mondo altro, un mondo semplice e lineare dove i principi saldi come l’amicizia, il coraggio e la lealtà vengono marcati a dovere. La commedia si presenta dunque come una sarcastica metafora dei vizi, dei difetti e delle virtù dell’Italia odierna. Ben interpretata dai due protagonisti e ben diretta. Semplice e ordinata, non annoia e riesce a farci immergere in quel mondo che non è troppo lontano dal nostro, un paese di provincia che arranca contro la crisi. Un paese che io e voi possiamo abitare, soprattutto tu e tu e anche tu!

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