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La scelta, la recensione

Martedì, 31 Marzo 2015 15:04

Esce giovedì 2 aprile il nuovo film di Michele Placido, con Raoul Bova e Ambra Angiolini,  inspirato a “l’innesto” di Pirandello

Sinossi

Laura e Giorgio (Ambra Angiolini e Raoul Bova) sono una coppia sposata. Vivono in un paesino della Puglia, lei insegna in una scuola di musica, e lui gestisce un enoteca. Sono giovani e si amano, ma sono in attesa da tempo di un figlio che non arriva. Le loro vite prendono una svolta imprevista, al seguito di una violenza sessuale subita da Laura, dopo la quale lei si scopre incinta. Giorgio entra così un calvario su chi sia veramente questo bambino, se sarà in grado di guardarlo negli occhi senza vedere il volto dell'altro probabile padre, l'aggressore, spaesato difronte la volontà ferma di Laura di tenere il bambino che considera ormai suo.

Commento

Ansia. Angoscia. Sono questi i sentimenti che dopo i primi due minuti trovano terreno fertile nella mente dello spettatore. Sono l’ansia per gli ottantaquattro minuti, che si ha coscienza dovranno passare prima di poter alzarsi dalla poltrona, e l’angoscia per il fallimento della prova di un cast anche accettabile, che si consuma sullo schermo.

I protagonisti, Raoul Bova e Ambra Angiolini, non sono certo i premi Oscar degli ultimi 10 anni, si sa, ma tuttavia nel corso della loro carriera hanno dato vita a ruoli più che accettabili, eppur in questo film si assiste impotenti al loro dramma. Angiolini cerca di entrare in un ruolo che non è il suo, in un personaggio che potrebbe calzare una Julianne Moore o una Jodie Foster di altri tempi, con il risultato di inseguire i loro spettri per le piccole strade del paesino pugliese dove si consuma il dramma. Bova, suo malgrado supera se stesso, e da vita ad un’espressione (una sola) di dolore, di panico, di smarrimento, fino al momento in cui cerca di esprimerlo a parole. Senza voler essere aggressivi, o meschini, la coppia cerca di sostenere un ruolo assolutamente non facile, che non diventa neanche per un secondo loro, improvvisando continue “rincorse”, dove Raoul cerca di fermare Ambra mentre scappa da chi la vorrebbe aiutare dopo la violenza subita.

Fuori fase risulta anche Michele Placido, tornato alla regia di un film italiano dopo Il cecchino (FRA, 2012), che sembra dare origine ad una regia studiata, in grado di sorreggere il film, la quale crolla dopo venti minuti, trascinando inevitabilmente con sè tutto il resto. Anche la sua apparizione nella pellicola nel ruolo di maresciallo dei Carabinieri che raccoglie un’Ambra malconcia per strada, risulta del tutto superficiale, una macchietta che non assume la forma che dovrebbe per un grande attore del suo calibro.

Commento finale

Durante la proiezione, se si è persone orrende, viene in mente quanto diceva Nanni Moretti circa Strange Days (clicca qui se non lo ricordi); quando si esce, ci si ricorda di esseri umani, e si vuole prendere il telefono, chiamare Bova e Angiolini per dire loro che vi hanno fatto ridere in Immaturi, che sono bravi attori, sanno fare la loro parte, ma anche di chiedergli di non provare ad entrare in qualcosa così distante da loro. Lo stesso per Placido, la cui filmografia è sempre rilevante e la sua regia è andata con gli anni ad toccare vette sempre più alte. Ramarico nel leggere che sia prodotto da Lucky Red e sia inspirato a L'innesto di Pirandello.5/10.

CAST

Giorgio  RAOUL BOVA

Laura  AMBRA ANGIOLINI

Emilio Nicotri  MICHELE PLACIDO

Francesca VALERIA SOLARINO

Bennie  MANRICO GAMMAROTA

REGIA

MICHELE PLACIDO

 

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