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JUDE LAW incontra il pubblico

Domenica, 18 Ottobre 2015 13:34

Sabato 17 ottobre era la giornata di Jude Law alla Festa del Cinema d Roma 2015. Poco disponibile, il divo ha disertato red carpet e conferenze stampa. Unico avvistamento al previsto incontro con pubblico ( al quale per altro non è stato possibile fare domande).

Durante l'incontro molteplici le clip video (da Gattaca a Closer con Natalie Portman a Era mio Padre con Newman e Tom Hanks) proposte e che hanno dato lo spunto alle domande formulate da Antonio Monda, direttore artistico della kermesse cimnematografica.

Raccontaci la tua esperienza con Steven Spielberg in A.I - Intelligenza Artificiale e come avete lavorato insieme.

"Mi ha mandò una sceneggiatura che era derivata da una sceneggiatura precedente di Stanley Kubrick, il quale avrebbe dovuto produrre lui il film per la regia di Spielberg, invece poco tempo prima di iniziare la lavorazione è venuto a mancare. E' diventato un progetto che ci appassionava proprio perchè era nel desiderio di Kubrick realizzare questo film. Ci aveva lavorato per anni e la cosa che mi ha sorpreso di più è stato che lavorare con Steven Spielberg è stata la sua disponibilità a collaborare. Entrando nel mondo di un professionista tale ci si immagina di essere solo un ingranaggio in una grande  macchina. Invece non è così. Ha voluto che collaborassi tanto. Non a caso il mio personaggio ( Gigolò Joe) è stata una mia idea quella di farlo ballare e seguire corsi di danza. Anche il look del personaggio è il risultato di  un percorso creativo cui abbiamo collaborato entrambi.

C'è un film in particolare di Spielberg che mi appasionò tanto da ragazzo: si tratta di "Incontri ravvicinati del terzo tipo". Mi ricordo che lo vidi e rimasi terrorizzato, eppure già all'epoca mi intrigarono le qualità per cui poi è diventato famoso. L'ho rivisto più volte da giovane, da padre e d'attore con 20 anni di carriera alle spalle ed ogni volta è stata una esperienza straordinaria perchè è un film che cresce ogni volta che lo vedi".

La seconda coppia di clip vede la collaborazione con Anthony Minghella in "Il talento di Mr. Ripley" con Mat Damon e "Ritorno a Cold Mountain" con Nicole Kidman.

E' passato tanto tempo da quando vidi questi due film, lo feci appena finiti. E' abbastanza strano rivederli. Ci sono tante cose che rifarei diversamente ma ero giovane e mi ricordo vagamete di ciò che cercavo di fare in quella occasione.

Puoi dirci qualcosa del tuo lavoro d'attore quando interpreti personaggi storici o letterari. Che approccio hai?

"E' un viaggio molto interessante perchè quando ho iniziato da giovane io lavoravo di istinto. Seguivo più le mie sensazioni che ciò che  mi indicava il regista. Ora ritengo che una delle parti migliori del mio lavoro sia proprio quello di  imparare qualcosa di un mondo sconosciuto, di un periodo della storia, di capacità e competenze che spesso mi sono ignote. E' un viaggio di istruzione e aprrendimento. Può essere fantastico come attore ma a volte si può esagerare nel lusso che uno si concede di esplorare gli elementi del proprio personaggio e dell'epoca in cui si muove". 

Una clip da "Sherlock Holmes" e "Wilde" in cui interpreta Bosie, l'amante di Oscar Wilde, scatenano gli urletti delle fans. Più divertente interpretare un personaggio simpatico o antipatico?

"Quando si affronta un personaggio non si può giudicare. Però in realtà è un equilibro che bisogna trovare anche andando ad indagare nei lati più oscuri dei personaggi più positivi e viceversa. Sono molto fortunato a far questo mestiere. Mi sono esempre divertito in tutti questi anni a fare ognuno dei film che m'è capiato di girare. Se uno non si divertisse in una situazione del genere, dovrebbe interrogarsi un pò..."

Stai lavorando con un Sorrentino a Roma e stai interpretando il Pontefice. Ci racconti come ti stai trovando? 

"Ho sempre ammirato Sorrentino, avevo voglia di lavorare con lui. Sono qui da agosto a Roma, nel centro della città, per questo film della HBO che sarà di 8 ore e racconta la storia di un Papa americano. Per ora la cosa più difficile è sicuramente data dal fatto che riesco a sedermi solo su una specie di trespolo scomodissimo perchè una volta indossato l'abito, per paura che si sgualcisca devo fare tutte strane e complicate manovre perchè non accada e finisco per restare in piedi 14 ore al giorno!"

Arriva poi la clip con Michael Caine da Sleuth - Gli insospettabili del 2007

"Era un progetto che avevo da tempo e parlando con Michael ho pensato che sarebbe stato strano e affascinante se questa volta avesse fatto lui la parte dello scrittore. Incredibilmente Pinter accettò la nostra proposta".

Per Anna Karenina la preparazione è iniziata dal libro, dalla sceneggiatura o dalla preparazione col regista?

"Ho letto la sceneggiatura di Tom Stoppard, sapevo del libro ovviamente ma non l'avevo mai letto pur avendo visto diverse versioni della storia. MI ha affascinato il lavoro di Stoppard su il lato più intimo. Si concentrò sul potere che ha l'amore  e il processo dell'innamoramento. Successivamnete lessi il libro e mi trovai completamente allineato alla impostazione di Tom. Molti dopo aver visto il film mi hanno detto che Karenin era stato finalmente riscattato  per quello che era".

C'è tempo infine per una clip tratta da un film scelto invece da Jude Law, uno dei suoi film preferiti. Si tratta di "La morte corre sul fiume" 

"Questo è un film che mia mamma mi fece vedere quando avevo 16/17 anni e stava appena sbocciando questo mio amore assoluto nei confronti del cinema.Il film mi ha fatto vedere cosa era possibile raggiungere. Sono molto legato al teatro e alla magia che si crea tra gli attori e la nostra fantasia con la quale possiamo arrivare in qualunque luogo. Trovo che venga utilizzato meno nel cinema questo elemento teatrale. Siamo un pò troppo ossessionati dal tentativo di far apparire tutto troppo vero. Questo va bene ma non dobbiamo sottovalutare l'importanza della teatralità. Il film da un esempio eccezionale di come si può raggiungere un equilibrio tra storia vera, cupa e inquietante all'interno di un involucro se vogliamo infantile e quasi fiabesco. La sequenza scelta mostra proprio questo. L'uso del macro che ci permette di vedere queste creature della notte enormi ma anche questa barca che scivola lungo il fiume. L'uso delle ombre per mostrare il cacciatore appena tratteggiato come un silhouette. E' triste pensare a quel che è successo a Charles Laughton e sul destino del cinema. Gli studious  con cui aveva lavorato non avevano capito questo lavoro e decisero che non avrebbe più diretto un film".        

Finisce qui l'ora e un quarto in compagnia dell'attore che al termine saluta, ringrazia, ma non si ferma neppure per un autografo.

 

Un servizio di Alessandro Giglio