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Dickens - L'uomo che inventò il Natale, la recensione

Giovedì, 14 Dicembre 2017 19:53

Presentato al Torino Film Festival in prima internazionale, arriverà nei cinema il 21 dicembre prossimo il nuovo film di Bharat Nalluri: Dickens - L'uomo che inventò il Natale. Noi di Radio Libera Tutti l'abbiamo visto per voi.

 

Non poteva che uscire proprio sotto Natale questo film biografico pieno di speranza e magia. Basando il proprio lavoro sul libro di Les Standiford   The Man Who Invented Christmas: How Charles Dickens's A Christmas Carol Rescued His Career and Revived Our Holiday Spirits, Bharat Nalluri ci proietta inizialmente nel 1842.

LA STORIA

Il protagonista Charles Dickens, appena 31enne è già una star della letteratura. Il successo di opere come Il Circolo Pickwick e Oliver Twist, lo fanno approdare persino negli Stati Uniti per un tour di reading da tutto esaurito.

Tra i pregi del film, e del libro d'altra parte, c'è quello di illustrare la vita di Dickens in un frangente non proprio così conosciuto. Dopo il successo travolgente, infatti arrivano anche i flop. Il tenore di vita sostenuta dello scrittore, unito ad una famiglia che si ingrandiva sempre più ( già padre di 3 figli ed in attesa di un quarto), mettevano a dura prova le sue finanze.

A dirla tutta era quasi al verde e per ribaltare le sorti economiche, non trovando finanziatori, è lui stesso ad indebitarsi con tipografi e illustratori pur di veder nascere quel libro che gli frullava per la testa. Una corsa contro il tempo, perchè quello che ha in mente, sebbene ancora non completamente delineato, è un racconto di Natale e prima di quella data deve andare in stampa. Il grosso problema è che i tempi sono strettissimi. Siamo ai primi di ottobre 1843 e mancano 2 mesi e mezzo al giorno della messa in stampa, sempre che riesca a terminare in tempo il libro.

 Dickens

A metà strada tra Shakespeare in Love ( senza love) e Neverland, il film di cui scriviamo racconta di un uomo moderno, imperfetto, vulcanico, di buon cuore eppure irascibile. Talentuoso e sognatore, con uno spiccato sense of humor ed una grande energia vitale. Lo stesso humor che tutto permea il lavoro di Nalluri, coadiuvato dalla brillante sceneggiatura di Susan Coyne. A farla da padrona non è quindi quella solennità sovente associata alla figura di Dickens, ma tutta un'altra impronta. Tanto diversa da far sorgere il dubbio nei meno informati che alcune caratterizzazioni di DAN STEVENS ( è lui a vestire i panni del protagonista) , siano un pò troppo sopra le righe. Invece tutto è molto fedele a quel che i documenti di molti biografi riportano, compresi i dialoghi fitti e ad alta voce di Dickens con i personaggi dei propri scritti.

Un parto letterario che subisce molti intoppi, ma che solo grazie a quelli forse, riesce nel miracolo di cui ancora parliamo oggi. Gli scontri col padre scialacquatore interpretato con successo da Jonathan Pryce che lo costringono a cercare dentro di sè il suo lato peggiore ci aiuteranno a scoprire che in fondo l'avido e spregevole Scrooge, altri non è se non la sua nemesi.

IL CAST E LA LONDRA VITTORIANA

Pur con un budget da film indipendente, Dickens - L'uomo che inventò il Natale  è un affresco incredibilmente accurato sui due lati della stessa medaglia. Un'epoca vittoriana dal lusso e agiatezza per pochi e col suo lato più povero e desolato, invece per molti. Pregevoli le scenografie di Paki Smith, cui anche una buona dose di fortuna non ha guastato. La disponibilità non preventivata dell'immenso set della Londra Vittoriana creato per la serie tv Penny Dreadfull  ha contribuito e molto alla resa finale.

Ma è il cast a fare davvero la differenza. Accennato al protagonista interpretato dal Matthew Crawley di Downton Abbey, sono anche le "seconde linee" a dare il meglio di sè. Nei panni di Ebenezer  Scrooge troviamo il premio Oscar Christopher Plummer nella interpretazione di un uomo sempre in bilico tra il lato minaccioso e detestabile e quello comunque acuto, dallo humor sottile e persino comico. Jonathan Pryce col suo John Dickens riesce nel miracolo di non far mai odiare davvero nemmeno un uomo che di motivi per farlo ne regala invece tanti. Sottotraccia, ed è un pregio, la prova di Justin Edwards nel ruolo di John Foster, amico e socio fidato e amorevole di Charles.

PERCHE' ANDARE AL CINEMA

E' un film che si rivolge ad una platea ampia. I Bambini ne rimarranno se non incantati, certamente affascinati. Per gli amanti del biopic c'è molta carne al fuoco. Anche per gli innamorati di quel che resta del Natale ( se non si è Cristiani per lo meno) il film merita una chance. Un film indulgente, dai buoni sentimenti ma non buonista. Un film garbato cui manca un guizzo per raggiungere un punto più alto nelle preferenze di chi scrive. Lo stesso che però non sconsiglia affatto la visione. Fosse anche solo per ricordarci che "nessuno è inutile se può alleviare il fardello di un altro uomo". Andate e scoprite chi l'ha detto!

di Alessandro Giglio       

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