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Il Ragazzo Invisibile: Seconda Generazione, la recensione del film

Giovedì, 28 Dicembre 2017 18:24

Il 4 Gennaio arriva nei cinema “Il Ragazzo Invisibile: Seconda Generazione” , sequel del film del 2014 sempre firmato Gabriele Salvatores. Noi di Radio Libera Tutti l’abbiamo visto in anteprima e ve ne parliamo.

Sono passati quattro anni dal primo capitolo e Michele Silenzi (Ludovico Girardello ) ora ha 16 anni: è costretto a nascondere i suoi poteri e a dividere la sua vita tra le difficoltà dell’adolescenza e la consapevolezza di essere speciale, ora sa gestire le sue abilità ma non ha ancora ben chiaro a quale causa votarsi. Arrivano a sconvolgere ulteriormente la sua vita Natasha (Galatéa Bellugi) e  Yelena (Ksenia Rappoport) rispettivamente la sua sorella gemella e la madre naturale che gli forniranno una nuova missione, formando un team determinato a dichiarare guerra a colui che ha torturato e ucciso tanti “Speciali” per poter scoprire i loro segreti genetici.

Questo secondo capitolo prosegue la prima saga supereroistica tutta made il Italy e che punta al crossmediale: sono già usciti, ad accompagnare il primo film, un romanzo e una graphic novel e sta per arrivare la doppietta in previsione dell'arrivo nelle sale di "Seconda Generazione".

Il punto fondamentale di tutto è Michele, la sua crescita e il rapporto con gli altri personaggi ed è così che Gabriele Salvatores descrive questo suo nuovo lavoro ed il suo personaggio ritrovato:

“Giustamente si usa il termine saga perché a differenza di altri film, come Batman che rimane sempre lo stesso personaggio con avventure diverse, qui stiamo facendo qualcosa di più simile a Harry Potter in cui il protagonista cresce film dopo film, una specie di “boyhood” di un supereroe e questo determina già una differenza importante. (…) A 16 anni si scopre il lato oscuro delle cose, anche il lato melanconico e  il lato poetico e naturalmente, essendo cresciuto il nostro protagonista, il film segue questi cambiamenti e diventa un pochino più scuro ma anche cinematograficamente parlando più complesso nella sua narrativa”.

La visione è indubbiamente piacevole e non annoia, merito di una colonna sonora di classici della musica - The Who, Pearl Jam, Jeff Buckley e Linkin Park - e di effetti speciali degni di un cinecomics supervisionati da Victor Perez (all'opera su Il Cavaliere Oscuro - Il Ritorno, Harry Potter - I Doni della Morte, Rogue One e Pirati dei Caraibi - Oltre i Confini del Mare ), che creano dal nulla luoghi, scene e personaggi. 

Guardandolo con gli occhi di qualcuno poco avvezzo al mondo del fumetto, risulta sicuramente fuori dallo schema del cinema nostrano. Ma la strada del cinecomics, soprattutto se orientato ad un pubblico young adult, è lunga e piena di ostacoli: competere con i colossi americani non è semplice. Per gli appassionati del genere il film non fa altro che riportare sullo schermo situazioni, dinamiche e moralità già viste in vari film e testate fumettistiche, in questo caso gli X-Men: coloro che hanno i poteri non sempre scelgono di usarli per il bene, i veri mostri spesso sono gli esseri umani capaci di creare i loro stessi nemici a causa della paura del diverso.

Il protagonista rientra fedelmente nei canoni del teen- supereroe moderno, un Peter Parker più tormentato dell’ originale, che agisce di conseguenza e non ci sorprende, si trova sempre dalla parte del giusto e rappresenta il paladino per eccellenza, simile ad altri nelle schiere dei super. Anche simpatizzare per il villain non è semplice, mancando di una caratterizzazione psicologica che ci spinga a sostenere la sua lotta contro i “Normali”.

Giustamente si usa il termine saga perché a differenza di altri film, come Batman che rimane sempre lo stesso personaggio con avventure diverse, qui stiamo facendo qualcosa di più simile a Harry Potter in cui il protagonista cresce film dopo film, una specie di “boyhood” di un supereroe e questo determina già una differenza importante (…) : a 16 anni si scopre il lato oscuro delle cose, anche il lato melanconico e  il lato poetico e naturalmente essendo cresciuto il nostro protagonista il film segue questa crescita e diventa un pochino più scuro ma anche cinematograficamente parlando più complesso nella sua narrativa.

 Di Ilaria Romani.

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