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A casa tutti bene, la recensione del film e photocall

Giovedì, 15 Febbraio 2018 20:01

Dal 14 Febbraio nei cinema arriva il nuovo film di Gabriele Muccino "A casa tutti bene", ecco cosa ne pensa chi l'ha visto in anteprima per noi.

Alla fine è un tutti contro tutti o tutti contro uno?

E' un pò in questa domanda irrisolta, il centro della questione dopo aver visto l'ultimo film di Gabriele Muccino. Per l'undicesimo film della sua ormai ventennale carriera, il regista romano torna dopo diversi anni a girare in Italia e si circonda da un cast poliedrico, smisurato, affidabile e collaudato. Un cast che racchiude molti dei volti più riconoscibili del cinema italiano.

L'immagine della locandina suggerisce già il tema del film. Un ritratto di famiglia con 20 volti sorridenti, stretti insieme e con all'orizzonte nubi nere incombenti.

L'occasione della rimpatriata sono le nozze d'oro di Alba e Pietro (Stefania Sandrelli e Ivano Marescotti). Per celebrarle, i due convocano sull'isola di Ischia, nel loro buen ritiro, la loro variopinta famiglia. I 3 figli con le loro mogli al seguito, nipotini, ma anche zie, cugini ed ex mogli rimaste nel loro cuore ( in verità la sola Elettra interpretata con successo da Valeria Solarino , ex di Carlo ( Favino) e dalla cui relazione nacque una bimba ormai adolescente. Una famiglia allargata che solo in apparenza è legata ed armonica. Si "sopportano" le canonica 24 ore, forse meno. Quando il mare in burrasca impedisce di far ritorno sulla terra ferma le tensioni esplodono dirompenti e drammatiche.

Il cinema di Muccino è certamente uno dei più riconoscibili per cifra stilistica ( ed è un merito), ma purtroppo anche pure per il cocciuto recinto ideologico in cui si muove e fa muovere le sue "pedine", uso questo termine non a caso. Negli scacchi per raggiungere il proprio obiettivo si sacrificano alcuni pezzi per un fine ipoteticamente più importante.

In questo film avviene quasi lo stesso, solo che i sacrificati sembrano essere i suoi attori, ed il fine per giunta non sembra essere quello sperato . Il cast di cui prima è encomiabile per la resa. Su tutti, il duo più riuscito Michelini/Tognazzi , ma anche Pierfrancesco Favino ed il Massimo Ghini che non ti aspetti. Sono la storia e la sceneggiatura che fagocitano gli attori in un film che vorrebbe essere alla Scola ma non può, nè sa esserlo. Troppa carne al fuoco, tutto troppo urlato, ridondante ed eccessivo. Le trame e le vicende familiari sono colpevolmente esagerate e alcune scene scadono, permettetecelo, quasi nel ridicolo.

Dalle quelle riunioni intorno ad un piano tutti a cantare a squarciagola come un gruppo di amici adolescenti (che sarebbero pure godibili se non arrivassero da liti furibonde avvenute qualche minuto prima) alla scena di una moglie che si stende a letto col marito e con gli occhi fissi al soffitto urla una canzone di Jovanotti, che più che d'amore disperato sa di follia in arrivo, aiuto!! Non dimentichiamo i due adolescenti che si guardano in faccia e si chiedono come saranno tra vent'anni ... ma dove li avete mai visti? E poi c'è Paolo ( uno Stefano Accorsi sottotono) il poeta di casa che parla come solo i peggiori aforismi Fabio Volo potrebbero e che rivedendo il suo primo amore d'infanzia ha un ritorno di fiamma, quello sì da adolescente, solo che di anni Paolino ne ha quaranta o giù di li.

Ne esce un ritratto della famiglia che lungi dall'essere un porto sicuro ha tutte le sembianze di un mare in tempesta e su questo ognuno la vede come vuole. Il resto è un film in cui Muccino replica se stesso con una retorica che non vuole farsi da parte. E' un peccato, perchè si doveva e si poteva fare di più.  

di Alessandro Giglio        

      

 

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