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Recensione Red Zone- 22 Miglia di Fuoco

Giovedì, 15 Novembre 2018 18:50

Dal 15 novembre arriva nei cinema Red Zone - 22 Miglia di fuoco con Mark Walhberg e John Malkovich, questa la nostra recensione.

Si aggrappa ancora una volta a Mark Walhberg il regista newyorkese Peter Berg: è questo il quarto sodalizio tra i due. Da Lone Ranger del 2014 a Boston - Caccia all'uomo del 2017 passando per il solido Deepwater - Inferno sull'oceano, c'è un cambio di passo stavolta, purtroppo però non è quello giusto.

Nei precedenti, tutti superiori all'ultimo nato, Berg ci si poggiava su fatti realmente accaduti mentre stavolta il regista chiede l'ausilio delle scrittrice Lea Carpenter per una storia che esplorasse cosa potrebbe accadere se qualcuno arrivasse in una ambasciata con una informazione in grado di salvare milioni di vittime e pronto a rivelarla solo con la promessa di esser fatto uscire dal paese e messo quindi in salvo. Avere alle calcagna mezzo governo di un a paese corrotto pronto ad eliminarlo a qualunque costo, non è semplice per lui, nè per chi quelle 22 miglia ( la distanza tra l'ambasciata e l'aeroporto) deve riuscire a fargliele fare in sicurezza.

E' questo il nucleo del film il cui soggetto e la sceneggiatura sono appannaggio della Carpenter.

Gli ingredienti ci sarebbero, purtroppo però il film si rivela essere assai monocorde al netto di auto che saltano in aria e corpi trivellati per le strade. La spy story si dipana a fatica con una regia troppo convulsa e in fin dei conti mai troppo originale. Lo spettatore rischia di rimanere non solo frastornato da tanta incessante velocità e brutalità ma anche un pò annoiato se non fosse per un repentino colpo di coda.

E' un peccato perchè sembra che il protagonista Mark Walhberg si trovi più che a suo agio nei panni che gli sono stati cuciti addosso creando un personaggio credibile e in qualche modo non solo avvincente ma anche originale nella cornice di action movie. Non è insomma lo spacca tutto cui film analoghi c'hanno abituato. Meno calzanti, e tutti un pò " annacquati", sono invece gli altri personaggi e se a non lasciare il segno c'è anche John Malkovich ... vuol dire che qualcosa proprio non va ...

Insomma, più no che sì per Red Zone, senza discussione.

di Alessandro Giglio  

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