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The old man and the Gun: la recensione

Venerdì, 14 Dicembre 2018 12:52

Dopo essere transitato alla Festa del Cinema di Roma lo scorso ottobre, si accinge ad uscire nei cinema il 20 dicembre The old man and the Gun, ormai celebre film di David Lowery, non fosse altro che per aver segnato l'ultima apparizione come attore per sua Maestà Robert Redford, oggi 82enne.

 E' il quinto lungometraggio per Lowery, cineasta classe 1980 che aveva già diretto Redford nel 2016 ne "Il drago invisibile", così come Casey Affleck ( altro protagonista del film) nel 2013 in "Senza santi in paradiso" insieme a Rooney Mara.

Il film è basato sulla storia vera di Forrest Tucker, criminale in carriera e artista delle evasioni con ben 16 fughe in curriculum. La sceneggiatura si poggia invece su un articolo di David Grann, pubblicato nel 2003 dal New Yorker.

Affidandosi ad un cast formidabile quanto ben assortito che vede oltre ai due attori già citati anche Danny Glover, Tom Waits e Sissy Spacek per la prima volta insieme a Robert sul grande schermo, Lowery fa centro.

The old man with a gun è un film gentile e che va assaporato lentamente, un pò come le movenze dei suoi tre compari. Redford con Glover e Waits forma un trio di attempati rapinatori anche se è sempre il primo a metterci la faccia. E' lui che entra in banca e chiede alla cassiera di turno di svuotare la cassa e riempire la borsa. Lo fa con modi però assai inusuali e spiazzanti, da vero gentleman diremmo. Certo la minaccia della pistola c'è, ma nessuno si spaventa mai e sovente i correntisti neppure si accorgono di quel che accade.

Non rapine milionarie ma numerosissime, senza mai una vittima e tutte andate a buon fine salvo poi diversi arresti che arrivano solo in seguito. Il curriculum carcerario del protagonista lo si saprà in seguito inizia presto, a soli 15 anni per il furto di una bici, altri tempi eh ??

Il cineasta di Milwaukee sceglie di stravolgere i canoni cui siamo abituati nei film in cui sono le rapine al centro della storia. Qui infatti c'è ben altro. C'è la voglia di scavare a fondo su personalità diverse eppure in fondo similari. Mettere la lente d'ingrandimento sull'approccio alla vita delle persone. Sintomatica in proposito sarà una frase che sentirete durante la visione: "Vedi fratello, io non voglio guadagnarmi da vivere, io voglio vivere". Dietro alla smania quasi compulsiva di rapina c'è una vita che si mette in gioco ed una sfida costante con sè stessi. Non che vada incentivata la cosa ben intesi, ma a Lowery interessa altro. Intende scandagliare anche l'altra metà della luna. Casey Affleck che interpreta al meglio il detective che si mette sulle tracce della banda è un uomo un pò sfiduciato e fiaccato da un lavoro in cui stenta a trovare la vera luce. Un uomo che scoprirà molte più affinità con la sua preda di quante potesse immaginarne all'inizio. Ovvio che si finisca per fare il tifo per un rapinatore del genere come succede quasi sempre, ma qui più che altrove non si sta contro il detective, ed è un unicum.

Il commiato di Robert Redford è da applausi e gli è valso sino ad ora una nomination ai Golden Globes come miglior attore nella sezione dedicata ai film musical o di commedia. Non potranno non commuovervi le sequenze omaggio alla sua carriera usate per raccontare le evasioni di Tucker durante gli anni e non potrà non ammaliarvi la cadenza placida del film accompagnata dalle note jazz che sanno infondere ulteriore eleganza.

La storia che si innesca casualmente tra Tucker/Redford e Sissy Spacek non è banale ed i loro duetti saranno estremamente piacevoli quanto naturali.

Niente fuochi d'artificio, niente spari e roboanti inseguimenti insomma. Si punta su altro e per fortuna aggiungo. Buona visione, non ve ne pentirete.

di Alessandro Giglio

        

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