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Last Christmas: la recensione

Giovedì, 19 Dicembre 2019 18:11

I regali di Natale arrivano prima quest’anno: dal 19 dicembre nei cinema c’è Last Christmas con Emilia Clarke.

 

 

Di regalo azzeccato possiamo parlare visto l’ottimo risultato finale e di vera sorpresa perché se ti basi sulla scelta del film dal solo trailer, ti aspetti di scuro altro e di certamente molto più scontato.

Se pensi infatti alla solita e un pò melensa commedia d’amore di Natale, è altro e soprattutto di meglio quello che troverai in sala.

Una sorpresa realizzata da Paul Feig, regista del recente Un piccolo favore, Ghostbusters 2016 e Spy con l’ausilio di una superba sceneggiatura targata Bryony Kimmings ed Emma Thompson, qui nei panni anche d’attrice in un ruolo insolito quanto esilarante e perfettamente nelle corde della poliedrica attrice londinese.

Last Christmas ha una alchimia perfetta. All’inizio non convince appieno e sembra d’assistere ad una versione riveduta e non corretta di Bridget Jones con Emilia Clarke a sostituire Renè Zellweger. Emilia è la goffa ma non troppo Kate, commessa in un negozio di Natale nei pressi di Covent Garden a Londra e alle dipendenze della burbera e stakanovista “Santa” impersonata da un spassosa Michelle Yeoh.

Last Christmas film 2019 13 750x500

E’ un incontro fortuito quello, con Tom ( Henry Golding) un bizzarro e premuroso ragazzo incrociato appena fuori dal negozio. Emilia è vestita da elfo ma sembra più un grinch in realtà, anche sexy, ma sempre grinch. Saranno le conversazioni con Tom ha cambiarla decisamente ed in meglio. Da quando s’è ripresa da una brutta malattia infatti Kate non è più stata la stessa.

Dialoghi sferzanti, briosi e anche politically incorrect quelli che tirano su un piccolo film che sa lasciare un alone di magia sui suoi spettatori. Una fiaba che incanta con humor e dolcezza ben dosate. Prova superata per una brava Emilia Clarke e con una già citata Emma Thompson sugli scudi che veste gli insoliti panni della madre di Kate, una signora diffidente, col terrore di quel che accadrà a lei ed alla sua famiglia per via della Brexit ( a loro che sono immigrati croati, giunti in Inghilterra dopo la guerra dei Balcani).

Il film è anche un tenero omaggio a Londra, ancora più abbacinante sotto le festività, a George Michael e agli Wham che infarciscono tutto il film con i loro brani, persino con un inedito del compianto leader ( sebbene la suoneria del telefono di Kate sia dei Fine Young Cannibals, tradimento!).

Un film per tutti e per tutte le età, speriamo che il passa parola lo aiuti, ne vale la pena.

Di Alessandro Giglio  

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