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Criminali come noi, la recensione

Mercoledì, 04 Marzo 2020 20:59

Tratto dal romanzo "La notte degli eroici perdenti"di Eduardo Sacheri ( qui anche sceneggiatore del film)  "Criminali come noi" è una divertente commedia sulla tragica crisi argentina del 2001. 

Il film si muove fra Ken Loach e certe commedie proletarie non solo anglosassoni in cui gli aspetti più aspri della vita contemporanea (la disoccupazione, la povertà , la disgregazione della famiglia, la mancanza di una stato sociale efficiente, la crudezza spietata del neo capitalismo) sono ripresi virando le immagini con lo humour.
Fermin Perlassi, ex giocatore di serie A e celebrità della piccola comunità di Alsina (" A chi può importare che io abbia segnato un gol in serie A? Ad Alsina a tutti . Fuori di Alsina a nessuno") decide insieme alla moglie di rilevare un silos in disuso e di farne una cooperativa. Raduna un gruppo di amici assai eterogeneo, un anarchico ex dirigente ora riparatore di gomme, il capostazione peronista di una stazione in cui non passano treni, due ingenui fratelli non proprio abili affaristi, un borderline che vive in una capanna sulla riva di un fiume,  una imprenditrice generosa  e riesce a coinvolgere la piccola comunità del villaggio. L'idea sembra brillante,  il momento scelto no.
Ci troviamo infatti nel 2001, alla vigilia della crisi economica che sconvolgerà l'Argentina .
Perlassi viene raggirato dal direttore della sua banca in combutta con un avvocato senza scrupoli. Il denaro faticosamente racimolato dalla comunità gli viene sottratto attraverso l'inganno mentre viene attuato dal governo il blocco dei depositi bancari.
Ridotti sul lastrico gli onesti lavoratori decidono di vendicarsi e di riprendersi il maltolto trasformandosi in rapinatori.
Nei casi migliori delle "commedie proletarie" il filtro dall'umorismo e  dell'ironia non dissimula, anzi rende ancora più evidente le contraddizioni del sistema e l'angoscia che genera, proprio attraverso  il contrasto dello stile scelto. Se vogliamo trovare un difetto in una commedia che gioca con i toni dell'assurdo in modo divertente e con una ottima sceneggiatura è forse quello di essere eccessivamente ottimista e non abbastanza aspra.

Marco Minutillo

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