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“Villaggio Dachau”: vacanza in un campo di concentramento

Sabato, 28 Ottobre 2017 08:42

Il monologo teatrale di Simone Giacinti racconta la storia di suo nonno, che un 25 aprile ha deciso di raccontargli come sopravvisse a Dachau

 

Roma, 1945.

Cesare Proietti è un ragazzo buono e gentile, che vive a Borgo Pio, storico quartiere di Roma adiacente al Vaticano. Sono gli anni della guerra, ma lui li vive come tutti i suoi coetanei: il pallone, le piazze, i primi amori.

La guerra incombe, certo, ma Cesare vede la vita attraverso delle lenti un po’ ondulate, come il vetro sul fondo della bottiglia. Il mondo non è come appare: è di un colore diverso, più tondo, meno delineato. Gli aerei che sorvolano la città mettono paura, ma le partitelle organizzate per strada con gli amici diventano più importanti della guerra stessa.

Queste lenti speciali mettono in secondo piano il conflitto bellico, che diventa quasi un ospite sgradito che tenta in tutti i modi di intaccare il dipanarsi delle vite di questi ragazzi.

Un giorno, però, la lente si incrina e Cesare viene deportato nel campo di concentramento di Dachau.

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Si incrina, non si rompe, perché la magia di questo spettacolo teatrale è in questa piccola parola, un po’ cacofonica, che rispecchia la metafora con la quale Simone Giacinti (nipote del vero Cesare Proietti) racconta di come il nonno sia sopravvissuto a uno dei campi di concentramento più terribili d’Europa.

Le lenti si incrinano perché Cesare vedrà Dachau a modo suo, come se fosse un villaggio vacanze nel quale soggiornare per un periodo di tranquillità e spensieratezza.

Una storia vera, “nata ancora quando stavo a scuola”, racconta il protagonista del monologo, Simone Giacinti, “che unisce le storie dei miei nonni che mi hanno descritto Roma, la guerra e Dachau”.

Il monologo non è monotono: si ride molto, e non amaramente, per poi commuoversi con malinconia, come se tutti noi fossimo Cesare Proietti. Il tutto viene accompagnato da stornelli romaneschi cantati e suonati dal vivo, che, come i titoli dei capitoli di un libro, scandiscono la storia di Simone Giacinti.

Villaggio Dachau” sarà in scena sabato 28 ottobre 2017 alle ore 21 al teatro Fonderia delle Arti, in via Assisi 31, Roma.

La regia è di Ludovica Bei; scene e costumi di Lorena Curti.

Maurizio Costa

 

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