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“Allontanarsi dalla linea gialla”: una crepa nella nostra storia

Mercoledì, 18 Aprile 2018 23:16

Lo spettacolo di Debora Mattiello, in scena al Teatro Lo Spazio di Roma, ricorda la strage della stazione di Bologna del 1980


Un boato

Poi lo strazio.

Ottantacinque morti e più di duecento feriti è il bilancio della strage di Bologna: una bomba, posizionata all’interno di una valigia abbandonata nella sala d’aspetto di seconda classe della stazione, ha causato uno degli eccidi più gravi della storia d’Italia.

Una crepa tra due muri all’interno della stazione ferroviaria di Bologna ancora oggi ricorda la strage avvenuta quasi quarant’anni fa; una crepa che è rimasta fisicamente lì, ma che rimane anche nei nostri cuori, mai rimarginata.

Allontanarsi dalla linea gialla”, scritto e interpretato da Debora Mattiello, riporta lo spettatore a quei tempi attraverso un monologo poliedrico: l’attrice, infatti, interpreta diversi personaggi, ognuno con la sua personalità e le sue peculiarità. I protagonisti si ritrovano in quella sala d’aspetto, ai giorni nostri, rammentando quel massacro attraverso i ricordi delle persone care che non ci sono più ma che fatidicamente c’erano quel due agosto del 1980, alle ore 10 e 25.

Mattiello, per scrivere la storia, parte dal ricordo di suo papà, che quel caldo giorno d’estate avrebbe dovuto varcare l’ingresso della stazione di Bologna ma che per, puro caso, si trovò in un altro luogo; per caso, sì, perché spesso è il destino, cieco e avido, a decidere chi sacrificare e chi no.

Ma le storie, spesso dimenticate, di coloro che persero la vita vengono sviscerate e analizzate dall’attrice che, seppur inventandole, riesce a ricreare le speranze, le ansie e le paure di tutte quelle persone che furono vittime della strage.

Una pletora di vite che il caso ha posizionato lì: chi stava viaggiando per una vacanza nel caldo afoso di agosto; chi andava a lavorare; chi incontrava l’amata o chi, semplicemente, passeggiava per la stazione. Mattiello immagina quei momenti, ridando forma alle macerie di esistenza spezzate da 23 chilogrammi di esplosivo.

Uno spettacolo che non sbaglia, fornendo allo spettatore dati e informazioni reali su quello che accadde il 2 agosto 1980, insegnando ciò che spesso viene omesso dalla storia.

Le musiche di Francesco Verdinelli e gli audio integrali dei telegiornali dell’epoca rendono lo spettacolo ancora più intenso e commovente.

Maurizio Costa

 

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