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Intervista ai ragazzi di Recensire con pressappochismo e Sonia di Super3

Martedì, 09 Maggio 2017 21:36

Domenica 7 Maggio si è svolto a Roma il primo raduno per i fan della pagina  Facebook “Recensire con Pressappochismo” in cui hanno presentato il loro nuovo libro.

In un caldo pomeriggio, le ragazze di Freaks&Nerds sono andate al “Primo Raduno Pressappochista” per intervistare gli admin creatori della pagina e la madrina dell’ evento, Sonia Ceriola, più nota ai ragazzi (ormai cresciuti) di Roma e Provincia come “Sonia di Super 3”.

Di seguito l’intervista a Umberto Race e Oscar Dabagno, Admin di “ Recensire con Pressappochismo”.

Il progetto ormai è di dominio pubblico, lo conosciamo benissimo, ma qual è l’idea natale?

Umberto: La storia è sempre quella, per un periodo ho visto molti film, solo che non ci capisco niente, sono una vera zappa. Quindi quando dovevo raccontarli a qualcuno lo facevo male, ma male male. Del tipo che per me Pulp Fiction si può riassumere tutto in un nero che va a truccà un incontro di box e poi se lo…

Breve ma coinciso!

Umberto: Si, era questa l’idea base: fare recensioni in romano ed il più brevi possibile.

E più grevi possibili, aggiungerei.

Umberto: Sì, per questo ci sono stati diversi ban e per rimediare ci siamo un po’ calmati sotto alcuni punti di vista.

Per quanto riguarda i colleghi? Visto che nel tempo siete aumentati.

Umberto: Si, all’inizio ero solo io, poi sono entrati Bruno e Oscar e poi man mano siamo aumentati anche grazie al gruppo di Facebook, da cui vengono Maya e Pio Venacifra.
Oscar: Si, sostanzialmente abbiamo cambiato un po’ di cose. Il cambio fondamentale è stato il nome, perché prima ci chiamavamo “Recensire film con pressappochismo” e lì ho proposto ad Umberto di togliere la parola film e recensire un po’ quello che ci pareva. Il passaggio successivo è stato a Luglio 2016, quando abbiamo creato il gruppo ufficiale: la gente ci mandava molti messaggi e ci siamo detti “Perché non dargli un pubblico?”. Tra l’altro, a livello di marketing, è stata una mossa intelligente, perché se magari fai uno screenshot da mandare agli amici appare il nome del gruppo e va anche lui a darci un’occhiata.

Anche Sonia è stata una mossa intelligente.

Oscar: Noi amiamo Sonia, è un rimasta un po’ nell’ombra per colpa della digitalizzazione delle televisioni e noi abbiamo cercato di recuperarla perché è un personaggio amato.

Nota solo a livello regionale perché fuori dal Lazio nessuno la poteva conoscere e da bambino, quando lo scoprivi, era un vero trauma.

Umberto: Infatti questo racconto è contenuto anche nel libro. Il fatto che tu magari andavi in vacanza in Sicilia dove nessuno conosceva Sonia e gli chiedevi “Ma che te guardi la sera?”

Chi ti dà la buonanotte?!

Umberto: Eh! Come fai a vive?

Parlateci un po’ del libro.

Umberto: Il libro fa ride.
Oscar: Fa un sacco ride. Ogni volta che ho fatto le riletture e correzioni mi ritrovavo a ridere da solo, ma anche per cose mie, eh.

Quindi in primis è un modo per divertirvi, non perché dovevate fare un libro.

Oscar: Certo, noi ci siamo divertiti tantissimo ed il libro si compone di varie parti. Ci sono delle recensioni inedite che abbiamo scritto noi admin, la prefazione scritta da Sonia, poi abbiamo inserito 20 recensioni scritte da voi. Quindi è diventato un bel libro da 160 pagine, pieno di immagini colorate.
Umberto: Così se ti annoi te guardi le foto.
Oscar: Poi abbiamo messo anche i “best post” dalla pagina ed i commenti collegati, quindi capace che ci state anche voi se avete commentato.

Questo è il primo raduno ufficiale?

Umberto: Diciamo “nì”, perché c’è stato un primo libro.

Davvero?

Umberto: Si, solo che è passato un po’ in sordina perché non c’era cassa di risonanza, infatti col gruppo Facebook sono cambiate le cose. Questo è il secondo compleanno della pagina: il 7 Maggio è il giorno in cui io non ho studiato per l’esame proprio perché avevo creato la pagina. E quindi è il secondo compleanno insieme all’uscita del secondo libro. E’ un collegamento un po’ di cuore.

Come vi sentite a vedere tutta questa gente che vi segue, che è coinvolta?

Umberto: Tutto l’affetto che ci è stato dimostrato ci ha reso molto contenti. Sembra che ci vogliano bene ma soprattutto che si vogliano bene.
Oscar: Sono nati amori grazie a questo gruppo!
Umberto: Si, infatti abbiamo messo la regola che quelli che si sono innamorati grazie al gruppo, se avranno un figlio si chiamerà o Umberto o Oscar…

Almeno il secondo nome deve essere un tributo.

Umberto:  Almeno il secondo nome, minimo.
Oscar: Sennò andiamo a parlare con l’anagrafe, eh. O anzi, banniamo il figlio.

E’ bello vedere tutto questo affetto, spesso espresso nei commenti che a volte ti fanno apprezzare di più il post.

Oscar: Assolutamente, il commento è parte integrante del post anche perché i feedback servono anche a noi. E, anzi, a volte sono meglio i commenti delle recensioni.
Umberto: Beh si, poi il commento è scritto in poche righe…

E’ pressappochista!

Umberto: Esatto, il commento è pressappochista.

Il nostro programma si chiama Freaks&Nerds e parliamo, appunto di cose Nerd. Ho saputo che anche voi fate parte di questo lato oscuro della Forza, quindi volevo chiedervi su cosa esattamente siete dei nerd.

Umberto: Beh, gli Avengers li conoscono tutti. Sono quei cinecomics che adesso vanno tanto, anche la DC ha provato a farli ma non ci sta riuscendo molto. La recensione di “Suicide Squad" è stata così apprezzata che ho dovuto metterla nel libro. Comunque io non mi classifico proprio Nerd, diciamo che mi faccio le chiuse dall’una di notte fino alle cinque con “League of Legends".

*Jessica stringe la mano ad Umberto*

Oscar: Io invece sono un nerd vecchio stampo: quando ero giovanissimo giocavo ai miei “Age of Empires" con 56 K e poi dopo me so chiuso con “Fifa”. Sono tra i più forti giocatori in Italia, giuro. Poi anime, per me il Nerd è quello con sette pc davanti agli occhi .”

Umberto: Questo c’ha na matassa de filo sotto al computer: purtroppo non potete vedere il gesto

* Si avvicina al microfono ripetendo il gesto*

Oscar: Ho legato tutti i fili con le fascette, ogni tanto li taglio.

A caso, della serie vediamo che succede?

Oscar: Del tipo “Vedemo che se spegne”. Comunque ero fissato con Final Fantasy, roba che scrivevo le guide ufficiali online.

Capitolo preferito?

Oscar: A livello emotivo Final Fantasy VIII, a livello di storia il VII e X, per i colori il IX ed il VI è bellissimo.

Ok, ora è il momento delle risposte secche. Vi diamo due opzioni e ci dite quale preferite tra le due. Simpson o Griffin?

Oscar: Griffin

Maddai, dicono tutti Simpson! Sei il primo!

Umberto: Ecco, io stavo a dì Simpson, mo faccio schifo.

Monopoli o Risiko?

Umberto&Oscar: Risiko! Volemo conquistà!

Play Station o Xbox?

Umberto&Oscar: Play Station!

Però vedete che non siete veri Nerd? quello vero avrebbe risposto…

Umberto: Computer? Eh…ma tanto io lo uso per Lol (League of legends).

Gioco preferito di sempre?

Umberto: Skyrim.
Oscar: Medievil e poi i Final Fantasy.

Superoe preferito?

Umberto: Iron Man.
Oscar: Ma in assoluto?

Sì.

Oscar: Gandhi.
Umberto: Eh, però Iron Man c’ha i soldi, c’ha l’armatura.
Oscar: Ma Gandhi c’ha l’India.

*Risate*

Oscar: No vabbè, come supereroe direi Superman, è il più forte de tutti.

Per il resto? Fumetti, manga, anime?

Oscar: Io feci una recensione su un anime che mi fece guardare mio nipote, “One punch man”, e mi sono piegato dalle risate. Infatti ogni tanto una puntata me la guardo. Poi “Slam Dunk” , “GTO” , “Death Note” e “Bakuman” . Anime tanti.
Umberto: No io in questo campo sono proprio ignorante.

E film della Disney?

Umberto: Io quelli dalla Disney li ho presi in giro tutti.

Appunto, ne avrai uno del cuore!

Umberto: Quello che non si fila mai nessuno, “Basil l’Investigatopo”.
Oscar: Il più bello per me è “La Spada nella Roccia”.

In virtù della presenza di Sonia, il cartone che preferivate di Super 3?

Umberto&Oscar: Fantazoo!
Oscar: Quando c’era Alvaruccio bloccavo tutto.
Umberto: Invece per un periodo mandarono “Tommy Young” alle 8 di sera, questo penso che me lo ricordo solo io perché glil’ho fatto vedere tutto a mia madre. Era uno dei cartoni più brutti della storia: un cartone animato che parla di baseball. Già il baseball è palloso, figurati un cartone che parla di baseball. Terrificante.

In questa seconda parte, l’intervista a Sonia

Ti manca essere Sonia di super3?

Sai, quello era il mio lavoro. Sono entrata in televisione che avevo 19 anni quindi sono cresciuta con tutti i ragazzi ed era il lavoro di famiglia; non si trattava di televisione, come può sembrare dall’ esterno, a grandi livelli con le produzioni immense: eravamo noi, l’essenziale, facevamo tutto da soli e c’era un rapporto molto diretto con tutti e mi manca tantissimo perché era la quotidianità, il mio lavoro e facevo una cosa così particolare che mi sono trovata a fare all’ improvviso, io non ero neanche capace di stare di fronte alla macchina fotografica. Mi hanno detto “ Dai, prova senza impegno” e me lo hanno ripetuto fino all’ infinito perché non volevano che in nessun modo ci restassi male e io l’ho presa così. E invece poi è diventato questo.

Sicuramente è diventato importante per noi. Abbiamo pensato che tu ci sei stata per la nostra generazione (e per quelle poco precedenti e successive) ed è un peccato il fatto che molti ragazzi non conosceranno mai il tuo programma. Sono tanti i programmi con quel target che non ci sono più, anche sulle reti maggiori.

Si tratta sicuramente di un tipo di televisione che non so se i ragazzi di oggi seguirebbero. Non c’è più la figura umana che fa da tramite, anche se poi è il rapporto più diretto. Forse è un rischio e pensano che la programmazione fatta in questo modo, lineare, sia una sicurezza. Poi la piccola emittente locale tentava.
Ma comunque io adesso ho raccolto i miei frutti: tutti voi, anche mia madre mi dice “ Tutto questo bene è una cosa bellissima”, ed è vero ed è ciò che più mi prende alla gola… non me lo aspettavo. Comunque è un conto se sin da ragazzina hai il sogno di essere conduttrice, mentre io non ci avevo mai pensato: prima volevo fare l’ostetrica, poi la maestra ma ho iniziato a lavorare appena finita la scuola. Eppure in modo indiretto sono entrata a far parte del mondo dei ragazzi. Quello che ero restava sempre - anche se mi scrivevano le cose da dire ( ad esempio risposte alle lettere dei ragazzi ) io non ci sono mai riuscita e ho sempre fatto di testa mia.

Forse è stato anche questo, altrimenti non sarei Sonia ma un’ altra persona. Per questo non ho mai cambiato nemmeno il mio nome ma omettevo semplicemente il cognome, per rispetto alla mia famiglia, ma spesso le mia cugine mi avvertivano di telefonate ricevute da persone che mi cercavano - anche andando ad esclusione con l’elenco telefonico, prima o poi mi avrebbero trovata.
E quindi ero proprio “Sonia di Super 3” ma le porte sono sempre state aperte a tutti: non abbiamo mai fatto selezioni né provini per “L’angolo delle chiacchiere”, abbiamo avuto ragazzi rom con assistenti sociali in studio, come richiesto dalla procedura; ragazzi con disabilità ed era un vero porto di mare in senso positivo.

Credo sia anche qui che si veda l’intenzione vera di fare qualcosa per i bambini, senza quell’ effetto patinato e senza scopro di lucro: era tutto molto reale, spontaneo e vissuto.

Assolutamente sì. Anche il fatto di leggere la letterina citando nome e cognome era una cosa voluta perchè in quel modo anche tu eri protagonista ed eri in studio proprio con me, nonostante la distanza, con i disegnini, la calligrafia storta e qualche errore (ovviamente nessuno si sarebbe soffermato a guardarli) ed è  stata la formula vincente. Devo dire che mi hanno lasciato carta bianca anche perché non sarei stata capace in nessun altro modo.

Nella tv di oggi manca tutto questo, sicuramente è più facile mettere a rotazione dei cartoni animati in una fascia oraria conveniente.

Noi lo abbiamo fatto per necessità e per lavorare: alle 8 di sera solo dei pazzi avrebbero mandato dei cartoni animati e noi lo abbiamo fatto.
Mi hanno anche fatto fare il provino per “ Solletico”: andai  con la mia gonnellino scozzese, giacchetta rossa e camicetta bianca e l’impatto è fu completamente diverso. Entrai nello studio e mi dissero “Immagina di avere una banda musicale da guidare”  ma senza nulla attorno e al buio. Beh, io l’ho fatto ma sinceramente è stato più per la gratificazione di essere stata chiamata da loro per il provino. Se avessi fatto come facevo solamente in televisione sarebbe stato diverso, ma comunque è andata bene così.

E quindi è vero che ora lavori in  una tabaccheria?

Non è mia, è di mio marito e io aiuto nel lavoro in famiglia. Poi ci sono i miei figli, i miei genitori e cerco di essere un po’ da tutte le parti. Poi mi sono anche ritagliata questo spazio, grazie ai ragazzi di “ Recensire con Pressappochismo”: ero un po’ titubante all’ inizio ma poi mi hanno convinta ed eccomi qua.

Un’ ultima cosa, di tutti i cartoni animati che sono stati mandati in onda su Super3 ce n’è stato uno che proprio ti piaceva?

Ricordo che da piccola uno dei miei primi cartoni animati è stato “Bia - La sfida della magia” e lo guardavo sulla Rai, poi ho conosciuto ” Jeeg Robot d’ Acciaio” e “ Fantazoo”. Quando abbiamo dovuto scegliere dalla lista dal distributore di Roma i cartoni animati da mandare in onda, stavamo scegliendo con la responsabile di programmazione e appena ho visto che c’era anche “Bia” ho detto subito “Questo!” ed è stato un successo. Andava in onda contemporaneamente al telegiornale e spesso ci scrivevano addirittura i genitori lamentandosi perché non potevano più seguirli: in effetti avevamo scelto apposta quell’ orario. Poi sono arrivati “Yattaman”, che i bambini  amavano, “Sampei” e “Gigi la trottola” ma Bia è stato sempre il mio preferito.

 

 

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