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Aspettando il Trono di Spade: curiosità dai set della serie

Venerdì, 07 Luglio 2017 19:45

Viaggio tra le location utilizzate tra Marocco, Spagna e Nord Irlanda

Tra pochi giorni andrà in onda la nuova stagione del Trono di Spade. Nell’attesa ho deciso di raccontarvi una parte dei viaggi che ho compiuto per il mio blog La Cineturista, che avevo chiamato #GOTtraveller.

Da marzo a maggio di quest’anno ho infatti visitato numerosi luoghi utilizzati per ambientare la serie tv cult della HBO. Sono una fan del Trono dalla prima stagione e la voglia di vedere dal vivo quei fantastici posti ha avuto il sopravvento durante la lunga attesa della settima stagione.

Ho così fatto le valigie e ho visitato il Marocco. Il Nord Irlanda e la Spagna.

I luoghi che sono utilizzati per la serie tv e che ho visitato sono davvero centinaia. Così ho fatto una veloce selezione di quelli più particolari e poco noti.

Marocco

In Marocco sono state ambientate le scene della “Baia degli Schiavisti” in particolare di Yunkai e Astapor. Per raggiungere il set bisogna percorrere l’antica strada che i berberi crearono per collegare il deserto a Marrakesh, attraversato il passo del Tizi n Tichka (a 2260 metri, con tanto di neve!) e arrivare dopo tre ore di auto all’antico Ksar di Ait-Ben-Haddou, città berbera con case fatte di paglia e fango, da anni riconosciuto come uno dei patrimoni UNESCO.

aitbenhaddoudio copia

 

Qui sono stati girati tantissimi film come Lawrence d’Arabia e Il Gladiatore, ma è stato anche il set per ambientare la città di Yunkai.

astapor set

Proseguendo sulla strada, dopo circa venti minuti di auto sono arrivata agli Atlas Studios, i più importanti studi cinematografici dell’Africa, dove è ancora in piedi l’intero set di Astapor, quello dove è stata girata la celebre scena della rivolta degli schiavi, proprio quella dove il drago Dracarys da il meglio di se incendiando la città.

astapor

Spagna

Numerose scene sono state ambientate in diverse regioni della Spagna, attraversandola da Nord a Sud.
Io ho visitato i set catalani: Girona appare in tutta la sua magnificenza nella settima serie sia come Approdo del Re, con la sua splendida cattedrale che troneggia nelle scene del “Cammino della Vergogna”, sia come Braavos: Arya si aggira stanca e cieca proprio per le strade del suo quartiere ebraico.

Il posto che però più mi ha colpito è il Castello di Santa Florentina, che viene utilizzato per dare vita a  Collina del Corno. Si trova a Canet de Mar, un piccolo paese della costa, ed è immerso in un fitto bosco. Per arrivarci ho dovuto percorrere una strada sterrata e malmessa, vicino a uno sbocco autostradale, aprire un cancello arrugginito per poi trovarmi davanti ad uno stupendo castello. Il suo aspetto però inganna: sembra una dimora medievale ma in realtà è stato costruito agli inizi del Novecento da un ricco editore di Barcellona, che commissionò l’opera a degli architetti modernisti dell’epoca, affidando loro il compito di costruire un palazzo “medievalista”. Parte dei decori del palazzo sono però stati presi da un antico monastero gotico in rovina.

Nord Irlanda

Visitando i dintorni di Belfast posso tranquillamente affermare che il Trono di Spade appartiene a questa regione. È infatti diventata una questione di orgoglio nazionale, il cast è ormai di casa nella Contea di Antrim al punto che anche una carissima signora anziana di un piccolo villaggio chiamato Cairncastle ha voluto raccontarmi qualche aneddoto curioso. Dulcis in fundo la produzione ha finanziato il restauro di molti luoghi caratteristici, aiutando notevolmente il rilancio del turismo internazionale.

In Nord Irlanda i set utilizzati sono una cinquantina. Qui si possono visitare le vere Grande Inverno, le Isole di Ferro e La Barriera, che è in realtà una cava di cemento in disuso il cui accesso è vietato.Sono però riuscita a fare uno scatto in cui si vedono ancora tracce di neve finta sulla parete e parte del set di Castello Nero.

barriera

barrieraGOT
Questa location non la vedremo più nella settima stagione: la proprietà del luogo aveva richiesto alla produzione un costo troppo altro per lo sfruttamento del luogo.

Non posso ancora anticiparvi altro, ma tanto manca davvero poco per scoprirlo.

L’inverno è arrivato.

Di Giulia Caputo.

 

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