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Super Mario Odyssey: la recensione

Venerdì, 15 Dicembre 2017 13:43

Un completo rosso e blu. Due baffi. Un regno di funghi. Una principessa da salvare. Una tartaruga malvagia.

Ma come diavolo ha fatto Super Mario a diventare ciò che è oggi?
Un’idea così assurda e visionaria da superare la genialità, il mondo di Mario oggi suona quasi come qualcosa di totalmente naturale, un mondo fittizio nato insieme e parallelamente al mondo reale.
Cosa passasse per la testa di Shigeru Miyamoto per uscirsene con un delirio così lucido non ci è dato saperlo. Ma guardando indietro, sembra quasi ovvio che Super Mario fosse destinato a diventare un’icona indelebile per chiunque, anche per chi non ha mai preso in considerazione i videogiochi.
Ormai sono passati più di 30 anni dall’esordio dell’idraulico più famoso del mondo, ma nessuno sembra averne ancora abbastanza.
Super Mario Odyssey, l’ultima installazione 3D di Super Mario, è finalmente disponibile su Nintendo Switch con la gioia dei fan e la curiosità di tutto il mondo videoludico.
Con tutti questi anni sul groppone, difficile non pensare che Mario possa cominciare ad accusarne. Forse ha solo bisogno di un nuovo compagno.

Cap-peri che cap-pello!
Mario sta come sempre cercando di salvare la sua amata Peach, ma questa volta qualcosa va storto. Bowser riesce a sconfiggerlo, e lo scaraventa giù dalla sua nave volante. Sembra che la missione di Mario sia destinata a fallire… ma succede qualcosa di inaspettato.
Mario si risveglia nel Regno dei Cappelli, e qui fa la conoscenza di Cappy, un tubalese (ovvero una sorta di fantasmi con dei cappelli in testa). Questo, che ha visto Mario cadere dalla nave di Bowser, ci informa che Peach non è l’unica ad essere stata rapita, ma anche la sorella di Cappy: Tiara.
È a questo punto che Mario e il suo nuovo amico Cappy decidono di unire le forze, e andare all’inseguimento di Bowser per portare in salvo le due donzelle!
Fin qui niente di nuovo.
Preso il controllo di Mario possiamo dare inizio all’avventura, i controlli sono quelli a cui siamo stati abituati fin dallo storico Super Mario 64, saltare e correre sulle colline nere del Regno dei Cappelli è una pura gioia.
Questa volta abbiamo una mappa in alto a destra, che evidenzia subito l’approccio più esplorativo e tradizionale del gioco (rispetto al relativamente recente Super Mario Galaxy per Wii, che aveva optato per un gameplay estremamente guidato e più “cinematografico”).
Questa volta però, grazie al nostro amico Cappy, avremo un nuovo potere: la capacità di controllare i nostri nemici, lanciandogli il cappello sulla testa!

Questa meccanica, chiamata cap-tura, risulta fondamentale per superare determinati ostacoli: ad esempio, entrando in possesso della rana qui sopra potremo compiere dei salti chilometrici per superare altezze altrimenti inarrivabili. E quando non avremo più bisogno dell’aiuto del nemico cap-turato, ci basterà premere ZR per uscire dal suo corpo.
La grande varietà di nemici cap-turabili apre un’immensa quantità di nuove possibilità per quanto riguarda il level design dei singoli livelli: ci ritroveremo a pilotare degli uccelli dal becco appuntito, capaci di infilzare le pareti per lanciarsi a mo’ di fionda e superare una voragine, oppure potremo comandare dei pesci rossi, per nuotare sott’acqua senza dover tornare a galla, e così via.
Una scelta davvero geniale, che dona una graditissima ventata d’aria fresca al classico gameplay di Mario 3D.
Ma le novità, ovviamente, non finiscono qui.

Mario l’Esploratore
Come già anticipato, la struttura di gioco di Super Mario Odyssey è piuttosto tradizionale, richiamando con nostalgia la testatissima formula open world di Super Mario 64 e Super Mario Sunshine.
Ogni Regno rappresenta una mappa tutta da esplorare, e il nostro mezzo per viaggiare attraverso i diversi Regni sarà la Odyssey: una mongolfiera a forma di cappello.
Il nostro obiettivo sarà inseguire Bowser per cercare di salvare Peach, ma purtroppo la Odyssey per volare ha bisogno di un carburante speciale, e questo carburante sono le Lune.
Queste lune (equivalente delle “stelle” di Super Mario 64, per intenderci) saranno quindi gli oggetti da cercare in tutti i diversi regni, e avremo bisogno di trovare almeno un certo numero di lune per potenziare la Odyssey e permetterle di volare ancora più lontano.
Queste possono nascondersi in qualsiasi antro del mondo, anche in normalissime scatole da distruggere, e le sfide che ci permettono di raccoglierle sono praticamente infinite: corse, salti impossibili, nemici potenti, livelli segreti… ogni volta che cercheremo una luna ci sembrerà di affrontare un’avventura diversa.
Tuttavia, ci sono delle lune particolari fondamentali per proseguire nella nostra avventura: si tratta di Multilune, dal valore di tre lune ciascuna, e si potranno ottenere solo sconfiggendo boss di fine livello o compiendo azioni particolarmente importanti.

Per quanto riguarda il gameplay nello specifico, il moveset di Mario è rimasto pressoché inalterato: avremo ancora a disposizione il triplo salto, il salto a parete, la schiacciata, il salto all’indietro… tutto ciò che ha sempre caratterizzato Mario 3D è ancora qui.
Con l’aggiunta delle meccaniche legate a Cappy, però, è possibile compiere altre tecniche in aggiunta a quelle già presenti da sempre: oltre alla cap-tura, il nostro cappello vivente può anche roteare intorno a Mario e distruggere (o raccogliere, nel caso di monete e oggetti) tutto ciò che lo circonda, oppure, tenendo premuto il pulsante Y, possiamo far rimanere Cappy in posizione dopo averlo lanciato, per saltarci sopra e coprire distanze più elevate con un singolo salto.
Le tecniche base di Mario, già da sempre perfette, acquisiscono così una nuova profondità e sperimentano, trovano nuove vie di stimolare il giocatore per superare ogni ostacolo gli si ponga di fronte nella maniera più creativa possibile.
Parlando di sperimentazione, un’altra cosa che questo Super Mario introduce è l’assenza di una schermata del Game Over. Infatti, non abbiamo neanche un indicatore di vite. Quando la nostra barra della salute a 3 spicchi scenderà a 0, oppure quando cadremo nel nulla, la nostra punizione consisterà nella perdita di 10 monete, per poi tornare in vita nell’ultimo checkpoint toccato.
Una scelta atta a migliorare l’accessibilità del titolo, senza dubbio, ma a qualunque fan della saga di Super Mario non può che piangere il cuore nel non sentire più l’accattivante jingle che accompagnava ogni suo fallimento.

Mario Trasformista
Quante volte vi è capitato di vedere Mario con vestiti diversi dalla classica tunica rosso e blu?
Certo, in alcuni giochi i potenziamenti di Mario gli permettevano di cambiare tenuta, e in certi spin-off come Mario Maker o Dr. Mario potevamo vedere l’idraulico “immedesimarsi” nel suo nuovo lavoro.
Tuttavia, non era mai stato possibile cambiare volontariamente e in qualsiasi momento l’outfit di Mario, e questo gioco prende l’ennesimo rischio proprio con questa nuova possibilità.
In ogni mondo troveremo un negozio, all’interno del quale potremo spendere le nostre monete, sia quelle gialle (monete universali) che quelle viola (monete esclusive del mondo visitato).
All’interno di questi negozi, spendendo le nostre monete sarà possibile acquistare non solo Lune e adesivi da attaccare sulla Odyssey… ma anche cappelli e vestiti!
In qualsiasi momento, sia all’interno della Odyssey che nei negozi potremo trovare un armadio, interagendo col quale potremo sfoggiare i vestiti che abbiamo acquistato. Potremo dare a Mario l’aspetto di un samurai, di un cuoco, di uno scheletro, ma anche di Luigi, oppure della sua controparte a 64 bit!
Successivamente a un vago scetticismo iniziale, non ho potuto fare altro che apprezzare questa innovazione, sia perché i diversi vestiti permettono a Mario di accedere ad alcune aree altrimenti impraticabili, sia, e soprattutto, perché l’icona di Mario è ormai talmente impressa nell’immaginario comune che vederlo indossare vestiti fuori contesto può essere molto esilarante.

Tirando le Somme
Pur non essendo innovativo e attraente come lo storico Super Mario 64 (da alcuni, me compreso, uno dei migliori giochi mai creati) questo capitolo non solo rispetta la pesante nomea che si ritrova, ma sperimenta, prende dei rischi per cercare di dimostrare che Mario può ancora dare molto. E ci riesce.
Con una varietà di mondi impareggiabile, meccaniche di gioco perfettamente calibrate e al contempo innovative e un’infinità di sfide da completare, Super Mario Odyssey diverte e intrattiene nella maniera più intelligente possibile, e si attesta indubbiamente come uno dei migliori giochi dell’anno, e un capitolo sicuramente importante per la saga di Mario.
Per tutti i possessori di Nintendo Switch stanchi di esplorare Hyrule, ecco qualcosa che non dovreste lasciarvi sfuggire.
E per tutti quelli che ancora non hanno una Switch, ecco un buon motivo per regalarvela questo Natale.

Verdetto: 10/10

Enrico Contestabile

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