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Nazionale, quei maledetti rigori: dolori e gioie dagli 11 metri

Martedì, 20 Maggio 2014 12:26

I rigori li sbaglia chi ha il coraggio di tirarli. Sembra banale ma è la realtà. Cosa passa nella testa di un calciatore in quei pochi secondi che lo separano dal fischio dell'arbitro all'impatto con il pallone? Tiro a destra o sinistra, alto o basso, di collo o di piatto. I tifosi, che siano 10 o 100000, nemmeno li ascolta; in quel momento ci sono soltanto lui, il pallone, la porta ed il portiere. Basta. Tutto il resto è sullo sfondo, come se non esistesse. Per tirare un rigore non conta soltanto la classe, ma soprattutto freddezza e personalità, perché il rigore è un vero e proprio atto di coraggio. Quando il calciatore si appresta ad andare sul dischetto, sa che nella sua scelta è racchiuso il destino della propria squadra; se segna è l'artefice della vittoria, al contrario, se sbaglia, della sconfitta.

Come è accaduto qualche giorno fa al calciatore del Torino Alessio Cerci, che al '93 minuto di gioco, ha fallito il rigore che avrebbe permesso la qualificazione della sua squadra in Europa League. Quando ha deciso di volerlo tirare, sapeva che c'era possibilità di sbagliarlo, ma ha avuto comunque la forza di posizionare il pallone sul dischetto e calciare. Le lacrime dopo il rigore sbagliato erano inevitabili, la disperazione era tanta, ma, come canta Francesco De Gregori nella canzone “La leva calcistica del '68” tratta dall'album “Titanic” del 1982 e dedicata al leggendario capitano giallorosso Agostino Di Bartolomei: “Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore, non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore. Un giocatore lo vedi dal coraggio, dall'altruismo e dalla fantasia...”. E ad Alessio Cerci, di certo il coraggio non è mancato.

Ma, in vista degli imminenti Mondiali in Brasile,quali sono i rigori, che in negativo o in positivo, hanno cambiato le sorti della nostra nazionale? Torniamo indietro di 16 anni, al 17 Luglio del 1994 a Pasadena negli USA. E' la finale della Coppa del Mondo, Italia contro Brasile. La partita termina 0-0 dopo i primi '90. Stesso risultato anche dopo i supplementari, quindi si va ai calci di rigore. Primo rigore per gli azzurri sbagliato da Baresi, mentre gli altri due vengono segnati da Albertini ed Evani. Anche il Brasile sbaglia il primo rigore con Marcio Santos e segna gli altri due con Romario e Branco. Successivamente segna anche il quarto rigore, questa volta è Dunga a non sbagliare. Ora tocca all'Italia e sul dischetto va Roberto Baggio che spara alto sopra la traversa e consegna la Coppa del Mondo al Brasile. Quattro anni dopo la storia non cambia.

 

Francia '98, quarti di finale proprio contro i padroni di casa. Anche qui la partita termina 0-0 anche dopo i supplementari e si va ai calci di rigore. Dopo i primi quattro rigori si arriva sul risultato di parità, 3-3, con un rigore sbagliato per parte. L'ultimo rigore della Francia lo calcia Blanc che non sbaglia ed ora è tutto nei piedi di Luigi Di Biagio. Anche questa volta, la sorte è avversa alla nostra nazionale, ed il tiro del giocatore italiano si infrange sulla traversa.

 

 

La storia cambia, due anni dopo, agli Europei del 2000 in Belgio e Paesi Bassi, nella semifinale contro L'Olanda. L'Italia arriva al terzo rigore sul vantaggio di 2-0, ed ora tocca ad un giovane Francesco Totti calciare il rigore più importante, quello che potrebbe dare la massima tranquillità all'Italia in vista del quarto rigore. Il capitano della Roma, prende tra le mani il pallone, lo posiziona sul dischetto e con estrema freddezza beffa Van Der Saar con il cosiddetto “cucchiaio”. Successivamente sbaglia il rigore Maldini, ma a salvare l'Italia è un super Toldo che neutralizza il rigore di Bosvelt. Purtroppo nella finale, costerà cara alla nostra nazionale, la regola del GoldenGol.

 

 

Per concludere, come non citare il rigore più importante della storia azzurra nella finale a Berlino del 2006 contro la Francia. La partita termina 1-1 dopo i supplementari con le reti di Zidane e Materazzi. L'Italia segna i primi quattro rigori con Pirlo, Materazzi, De Rossi e Del Piero, mentre la Francia ne segna soltanto tre, infatti il secondo viene stampato sulla traversa da Trezeguet. Ora tocca a Fabio Grosso. Fabio non è un fuoriclasse. Nella mente degli italiani scorrono in quei pochi secondi i flashback dei rigori di Baggio e Di Biagio, la paura che Grosso sbagli è tanta. Questa volta però non è così. La storia è cambiata veramente. L'arbitro fischia, Grosso parte, calcia di sinistro ad incrociare ed è gol. La palla si insacca alle spalle di Barthez. Il coraggio di Grosso è stato premiato, l'Italia è Campione del Mondo

 

 

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