Della discarica sulla Via Ardeatina si parla da tempo, anche perché c'è da più di 30 anni. Ma si parla troppo poco della grandezza faraonica che ha raggiunto. Infatti siamo al VII invaso (alla settima buca successiva) nella quale non dovranno confluire solo i rifiuti indifferenziati dei Castelli Romani, ma pure quelli della Capitale. Infatti grazie al decreto del Ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, le province dovranno farsi carico anche della spazzatura capitolina, per evitare una Napoli 2. Questo, denunciano gli attivisti del comitato contro l'inceneritore e per la chiusura della discarica, va a compromettere sempre più una situazione delicatissima e fuori controllo, come quello della cloaca albanense. Infatti il comitato no-inc chiede all'Amministrazione di votare una risoluzione chiara in Consiglio, dove si chieda alla Regione di chiudere tutte le pratiche e cassare tutti gli atti autorizzativi per l'impianto di termovalizzazione e per la chiusura progressiva di Roncigliano. Proseguono richiedendo la pubblicazione su internet e sulla stampa del reale peso dei rifiuti accolti ad Albano da Roma, così da non creare “creste”.
Ma sul tavolo del sindaco di Albano, del presidente del Consiglio Comunale, Borelli, e del delegato ai rifiuti, Andreassi è arrivata una lettera accorata da Mario Anellucci che abita a soli 314 metri dal settimo invaso della discarica. Propone alle istituzioni di fissare il Consiglio Comunale sul tema dei rifiuti, in luogo pubblico e simbolo come casa sua, così da poter far vedere da vicino cosa vuol dire vivere a fianco ad una discarica. Denuncia l'illecità della misura perché la legge impone almeno di 500 metri e che addirittura a Roncigliano la tassa sulla spazzatura è raddoppiata in un solo anno. Mario chiede maggiore ascolto. Invano.
Pubblichiamo nel frattempo la foto aerea esclusiva di questa enorme buca. Con buona pace del diritto e della salute collettiva.








