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Fb e Twitter : la morte e la rinascita triste

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E’ notorio a chiunque che Facebook sia stato forse il più grande amico ed alleato di Internet e della comunicazione moderna in generale. Senza di esso, la Rete non si sarebbe espansa in maniera così spropositata negli ultimi dieci anni.

La voracità della condivisione disperata con i propri amici ha obbligato ad aggiornarsi e a portare anche molto mercato su Internet. Un primo aiuto lo avevano dato le email, ancora però troppo formali ed obsolete nella velocità della comunicazione del mondo globalizzato.

All’inizio iscriversi a Facebook era davvero bello: potevi parlare gratuitamente (se avevi l’ADSL flat) con i tuoi amici e condividere i tuoi pensieri con chi conoscevi. In pochi anni siamo diventati tutti opinionisti, tutti esperti di politica, tutti critici televisivi. Ma il bello delle “reti sociali” era ed è anche questo. Ora però iscriversi al “sito blu” è diventato quasi obbligatorio e appena vi ci accedi ogni mattina trovi tanto spam come nei peggiori giornali italioti. Foto virali con tag di persone che non leggeranno mai, post indecenti e ingorghi agli eventi più improbabili. Possiamo affermare tranquillamente che il vecchio scopo di collegare tante persone nel mondo con facilità e senza grandi fronzoli, sia stato oramai tradito. E’ arrivata l’omologazione anche in Facebook: bisogna tifare per forza per determinati cantanti, sparare contro tutti i politici a zero e contro tutta la tv. Altrimenti si è fuori dal giro. Meno male che è arrivato lo smart phone che permette invece di chattare in libertà senza problemi. Forse è l’unica forza rimanente di Facebook.

La rinascita delle comunicazioni 2.0 era, fino ad un anno fa, sicuramente Twitter. Il social che cinguetta permette di seguire in diretta, da ogni parte del globo, qualunque tipo di informazione dal mondo. Si è costantemente aggiornati su tutto, a maggior punto sull’opinione generale. Per i giornalisti, o aspiranti tali, è il top. Soprattutto per la stampa tradizionale di carta se vuole rilanciarsi davvero.

Ma sotto questa campagna elettorale anche Twitter è diventato il pollaio dei politici che inviano tutti i giorni messaggi inutili e privi di senso. Scritti dai propri portavoci o addetti stampa. Peccato perché grazie ad esso, durante il terremoto in Emilia o a Fukushima, si era potuti intervenire tempestivamente per dare aiuto ai bisognosi. 

Ultima modifica il Martedì, 19 Marzo 2013 22:08

 Direttore di RLT, conduce Politically Scorrect il giovedì dalle 21.00 alle 22.30