Sul proprio portale l’Amministrazione albanense presenta il proprio lavoro in maniera sperticata e magniloquente. Come se fosse un atto del Presidente della Repubblica. Infatti tra le righe di introduzione si legge che il documento approvato “è molto approfondito e dettagliato” e dove finalmente “maggioranza ed opposizione […] hanno ribadito ancora una volta la forte contrarietà di un intero territorio alla costruzione dell'impianto”.
Ma andando a leggere dettagliatamente si trovano molti punti oscuri e non poche contraddizioni. La risoluzione esordisce facendo una premessa molto lunga dove viene, ad esempio, proposta una critica abbastanza forte alla politica albanense del passato che ha minato il nostro territorio, costruendo selvaggiamente e senza controllo e compromettendo così le falde acquifere. Peccato che molti amministratori di quegli anni citati fumosamente da questo scritto, siedano comodamente ancora in Assemblea (pure ex sindaci) che hanno votato senza batter ciglio e senza arrossire.
Ma la parte più “interessante” (ove, di fatto, si contraddicono fortemente) arriva nella sezione del “Premesso che”, dove il Consiglio Comunale scrive che il nostro territorio vive in una situazione continuamente emergenziale in tema di smaltimento di rifiuti a causa del mancato obiettivo nello sviluppo della raccolta differenziata. E la giunta Marini, ad esempio, non si fa un esamino di coscienza visto che l’ha promessa dalla vittoria elettorale, poi posticipandola di anno in anno e ora promettendola nero su bianco in questo documento a fine 2014?
Il punto più strabiliante arriva subito dopo, quando si recita che questa mancanza nello sviluppo della differenziata è anche dovuto all’assenza di un regime sanzionatorio in grado di arginare il fenomeno dei comuni “dormienti”. Quindi il Comune vuole a tutti i costi una multa da parte della Regione o dalla provincia?
Ma forse il top di “ingenuità” arriva nell’ultimo segmento, quando si arriva al cuore della decisione: il Consiglio Comunale all’unanimità pretende alla Pontina Ambiente di Cerroni la trasmissione dei dati delle movimentazioni in entrata ed in uscita della spazzatura che entra a Roncigliano. Quindi il controllato si veste da controllore di se stesso. E poi subito dopo si chiede sempre all’azienda del monopolista dei rifiuti laziali, informazioni e dati riguardo all’impianto di trattamento meccanico biologico dei rifiuti indifferenziati. Ma un piccolo particolare come il conflitto di interesse e la separazione dei poteri sarà mai presente nella nostra politica? Ai posteri l’ardua sentenza!







