La struttura dell'ex Eliseo è un bene storico risalente all'epoca fascista, era la "casa" della gioventù littoria (progettata dal celebre architetto Del Debbio). Ora, invece vogliamo che sia la casa delle donne e degli uomini liberi che vogliono fare cinema e, in generale, arte, cultura, comunità.
La struttura è stata lasciata per trent'anni nell'incuria. Il malgoverno e la criminalità locale l'hanno trasformata in un'idrovora di danaro pubblico (oltre 5 milioni di euro solo per ristrutturarla); il desiderio di accontentare - per l'ennesima volta - le voglie di qualche "signore dei bar" ha impedito l'apertura della struttura, che è stata consegnata nelle dubbie mani di un'anonima impresa che non ha mai apposto - come la legge prevede - un cartello che segnalasse i nomi dei responsabili del cantiere, la data di consegna, i "connotati legali" della stessa.
A seguito degli eventi di inizio 2013, i cittadini avellinesi toccati dalla vicenda si sono riuniti sottoforma di Comitato per l'Eliseo, per chiedere che finalmente venga fatta chiarezza sul passato, sul presente e sul futuro della struttura.

In primis il Comitato ha chiesto di visionare la documentazione inerente l'ex Eliseo e, contestualmente, l'apertura ed utilizzazione dei locali della caffetteria annessa al complesso - locali teoricamente esclusi dal bando di assegnazione - per avviare attività culturali mirate, volte a catalizzare l'attenzione sulla struttura e sul suo destino. Il risultato della richiesta è stata la scoperta di un generico "verbale di consegna" del 2010 di assegnazione a privati della caffetteria: documento che non era mai emerso da nessuna verifica precedente. Dulcis in fundo, se entro la fine del 2013 non verrà rendicontato l'inizio di nessuna attività presso l'ex cinema Eliseo, la struttura tornerà nelle mani della Regione che potrà disporne a proprio piacimento.
Per l'Europa, quel posto è aperto dal 2006. In realtà non ha mai aperto i battenti.
Il Comitato è impegnato attivamente in azioni informative e attività culturali per mantenere alta l'attenzione sulla vicenda. Noi non vogliamo "occupare un luogo" - pratica di cui comunque riconosciamo l'utilità; non abbiamo intenzione di barricarci al suo interno, dormire a terra, rieditare il passato di occupazione: vogliamo entrare, pulirlo, LIBERARLO, aprirlo alla cittadinanza: restituirlo ai legittimi proprietari. Ci aspetta una sfida durissima, e abbiamo bisogno DI TUTTO IL SOSTEGNO E LA VISIBILITÀ POSSIBILI.
Vorremmo che i cittadini capiscano e si convincano che SI PUÒ FARE, che anche Avellino può avere la sua personale declinazione delle esperienze di collettivizzazione della cultura che si stanno moltiplicando in tutta Italia. Perciò, invitiamo LA CITTADINANZA A TENERSI IN CONTATTO COL COMITATO E A SEGUIRNE LE INIZIATIVE: la pagina "Luce sull'Eliseo" è presente sul web, su Facebook e su Twitter.
Se vi riconoscete in una lotta che intende restituire valore a un momento importante del cinema italiano - uno dei rari momenti in cui lo spirito dei tempi partiva e passava anche da queste terre depresse e abbandonate - VI PREGHIAMO DI ADERIRE. E di agire con noi.







