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Musica

Koo Live at RLT Unplugged 2014

Domenica, 29 Giugno 2014 17:38

I Koo sono un gruppo rock alternative dei Castelli Romani. Con l'aggiunta di qualche nuovo elemento, sono stati i protagonisti del quarto appuntamento targato RLT Unplugged 2014. La band ci ha regalato un bel live acustico in una location a stretto contatto con la natura.

 

VIDEO DEL LIVE Dei koo

 

FOTO DEL LIVE dei koo

 

 

 

 

 

PER CONOSCERE GLI ALTRI ARTISTI DI RLT UNPLUGGED 2014

 

INTERVISTA Ai koo

Come al solito, prima dell'esibizione sul palco, abbiamo chiacchierato con il gruppo. Valerio Cicchinelli e Umberto Andreacchio, rispettivamente voce e basso dei Koo, hanno risposto alle nostre domande mentre aspettavano di essere serviti a tavola. Ecco a voi un'altra piacevole conversazione.

"Koo": cosa indica il nome e come mai lo avete scelto per il vostro gruppo?

Umberto: «In origine il nome era "Sion-Koo". Poi però tutti ci chiedevano se il nome avesse riferimenti ebraici e, siccome non c'era alcun riferimento, per ragioni semplicistiche, è diventato semplicemente "Koo".»

Valerio: «"Koo" in slang americano significa "cool". La parola si presta a vari tipi di interpretazione. Suona bene, solo "Koo" è figo. Poi tra l'altro abbiamo scoperto che esiste un giocatore della Corea che si chiama Koo (ride NdR).»

Corea del Sud o Corea del Nord?

Umberto: «Corea del Sud. Lo abbiamo scoperto più o meno tre giorni fa durante la partita contro l'Algeria. Ha segnato al 72esimo (ride NdR).»

"Marea" è il vostro ultimo disco per ora: potete raccontarci come nasce l'idea di questo lavoro e come si è evoluta la sua realizzazione?

Valerio: «Guarda, non c'è un'idea, un concept dietro tutto l'EP. Sono canzoni che sono nate un paio di anni fa e che sono state parecchio in gestazione. Ci siamo accorti dopo che in effetti c'era un filo conduttore, un rapporto tra i ricordi e le emozioni, tra l'altro abbastanza malinconiche. Dopo averlo registrato, e lo abbiamo registrato con Matteo Gabbianelli (ci tengo a ricordarlo perchè è stata un'esperienza magnifica), ci siamo resi conto che il titolo giusto per questo lavoro era "Marea" perchè ricollegava quello che c'è dentro al disco. »

Umberto: «Casualmente era nato un concept a tutti gli effetti. Perchè ogni canzone aveva un legame con l'altra. L'abbandono, la sofferenza, l'allegria. In fin dei conti però è un disco molto malinconico.»

Quali sono i vostri riferimenti, gli artisti che hanno influito sul vostro stile?

Valerio: «Non abbiamo limiti dal punto di vista di miscela dei generi: cerchiamo di inserire qualsiasi suono o qualsiasi tipo di musica ci piaccia. Tra l'altro, stasera abbiamo anche un violino, ci faceva piacere introdurlo oggi. Siamo molto diversi tra di noi. Io ad esempio mi muovo molto tra il progressive, il cantautorato e un po' di elettronica.»

Umberto: «Ognuno di noi ha riferimenti diversi. Io ad esempio ascolto il punk e il post-punk come i Cure o i Joy Division. O anche roba anni '90 come i Fugazi. Oppure c'è il batterista che ascolta molto il blues e il funk.»

Di nuovo Valerio: «Il nostro lavoro è stato coniugare, sviscerare ogni preferenza e cercare di collegarla. Il genere che ha influenzato molto è forse la new wave.»

Quindi gruppi tipo i Diaframma?

Valerio: «Sì. Oppure i Litfiba primo periodo. L'intenzione è poi espandere molto l'elettronica all'interno delle canzoni, all'interno della struttura del gruppo, coniugando la passione del momento. Forse in futuro faremo un pezzo metal-pop (ride NdR).»

A tal proposito, oggi io e una mia amica stavamo appunto parlando di voi e abbiamo notato che si avverte davvero molto l'influenza degli Afterhours sia musicalmente sia per quanto riguarda i testi. è solo una nostra impressione e quindi abbiamo detto una fesseria oppure abbiamo azzeccato?

Valerio: «Assolutamente, avete detto bene, fanno parte dei nostri ascolti. Come la vedo io senza un gruppo di punta di quella che è la musica rock indipendente del panorama italiano, è veramente difficile avere qualcosa da cui attingere. Poi sono pazzeschi. Quindi no, non avete detto una fesseria e ci fa anche piacere (ride NdR).»

Meno male! Andiamo avanti: se doveste dare una definizione al vostro genere, quale sarebbe?

Valerio: «"Il cassettone del rock alternative". I generi sono cassettoni. Ad esempio, il grunge è un cassettone, l'indie è un cassettone. Questo termine indica dove siamo collocati.»

Umberto: «Una volta ci hanno definito power pop...»

Progetti e sogni per il futuro?

Valerio: «Stiamo sostanzialmente suonando e cercando di promuovere "Marea". Sicuramente da settembre, dopo aver un attimo riposato la testa, ricominceremo a scrivere nuovi pezzi che già in parte sono stati strutturati e che faranno parte di un nuovo EP o di un album. Nel frattempo abbiamo aggiunto un quinto elemento. Siamo sempre stati quattro e l'aggiunta di un nuovo elemento ci porterà ad esplorare nuove sonorità. Si occuperà di chitarre e sintetizzatori.»

Umberto: «Anche questo è grazie a Gabbianelli che ci ha un po' aperto verso l'elettronica.»

Ultima domanda e poi vi lascio cenare in pace: che pizza avete preso?

Umberto: «Io una boscaiola.»

Valerio: «Io veramente ho preso un'insalata...»

Francesca Marini, per Radio Libera Tutti

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