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Musica

Pure Live at RLT Unplugged 2014

Lunedì, 14 Luglio 2014 11:50

I Pure sono una band rock alternative romana. Il 10 luglio sono stati i protagonisti di un'altra delle serate targate RLT Unplugged 2014. Un altro live ben riuscito, rigorosamente in acustico, che ci ha scaldato in questa fredda serata più autunnale che estiva.

 

VIDEO DEL LIVE dei pure

 

FOTO DEL LIVE dei pure

 

 

 

 

 

PER CONOSCERE GLI ALTRI ARTISTI DI RLT UNPLUGGED 2014

 

INTERVISTA Ai pure

 

Mentre l'estate sembra aver fatto una decisa marcia indietro, noi abbiamo fatto le consuete quattro chiacchiere con il gruppo di turno. Stavolta abbiamo parlato con i Pure, un trio alternative molto particolare.

"Pure": il nome cosa indica?

Emiliano D: «Il nome indica una ricerca interiore che ci siamo preoccupati di svolgere. Una ricerca che abbiamo portato avanti attraverso la musica.»

Radiohead, Massive Attack, The Cure... Le vostre influenze sono parecchie. Qual è il gruppo che più degli altri ha influito sul vostro stile? Chi vi ha spinto ad adottare questa scelta stilistica così particolare?

Emiliano D: «Questa è una domanda complessa e merita quindi una risposta complessa. In realtà non può essere soltanto un gruppo ad influenzarti. Tutti e tre abbiamo un background abbastanza simile ma non c'è un gruppo che emerge sugli altri. Come hai detto tu, i Radiohead sono una radice comune, ma anche i Depeche Mode per esempio fanno una musica elettronica che ci ha influenzato parecchio.»

Emiliano P: «Diciamo che i tre gruppi principali li hai nominati tu. Poi invece dal punto di vista acustico, che è un altro nostro lato, c'è sicuramente Jeff Buckley o la stessa Björk che vale sia per l'elettronica sia per il cantautorato.»

Cos'è cambiato musicalmente da quel primo "Through My Eyes"?

Emiliano D: «Musicalmente è cambiato che quell'album è stato quasi interamente prodotto come un album da solista. Poi ho allargato la dimensione di band. Il secondo album è in effetti più maturo, con più influenze, quelle appunto dei membri che sono subentrati ossia il chitarrista nuovo e Emiliano. Anche dal punto di vista compositivo sono cambiate alcune cose. Il primo era più una raccolta di brani composti nel tempo mentre il secondo è proprio un concept album quindi la matrice è completamente diversa.»

"Love After The End of the World": com'è nata e come si è poi concretizzata l'idea di questo disco?

Emiliano D: «Questo disco è nato in un momento di rinascita spirituale e con questo non intendiamo un avvicinamento a qualche religione (ride NdR). Una rinascita che ci ha indotto a scrivere questo concept: la fine del mondo e la sua rinascita. è stata una ricerca attraverso la musica per mandare un messaggio di speranza.»

Emiliano P: «è stata una ricerca che ci ha accomunato come persone, proprio come anime.»

Cosa state architettando per il futuro?

Emiliano D: «Il punto di partenza per rispondere a questa domanda è il fatto che come band siamo in continua evoluzione. Per noi la musica è ricerca: è la ricerca interiore che facciamo per mandare avanti questo progetto. Quindi, per rispondere alla tua domanda, stiamo cercando di fondere quello che è il nostro background, fare musica rock alternative abbastanza d'impatto, fare live ed aggiungere l'elettronica perché è la musica che ci ha accompagnato tanto. E di questo sarà felice il nostro Emiliano che si occupa dei synth e delle tastiere. Ma non so quanto sarà felice Valerio visto che vogliamo inserire parecchia batteria elettronica (ride NdR).»

Emiliano P: «è un processo di trasformazione come la natura: niente rimane uguale. Si aggiungono elementi. Anche noi cambiamo, lentamente, ma inevitabilmente. Aggiungiamo quello che in quel momento più ci influenza. Credo sia un ottimo melting pot di suoni.»

Emiliano D: «Aggiungo che abbiamo un po' di brani nuovi pronti e ce ne sono altri in produzione. Procede bene. Il sound subirà un po' una metamorfosi, come dicevamo sarà inserita molta elettronica. Dobbiamo mettere a punto le cose però già siamo a buon punto. Vediamo durante quest'anno di registrare. Forse in autunno. "In autunno", manteniamoci sul vago: potrebbe signifare settembre o ottobre. C'è comunque del materiale. Noi lavoriamo anche in altri ambiti e il tempo purtroppo non è mai quello che vorresti.»