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Rusticiallegri Live at RLT Unplugged 2014

Martedì, 19 Agosto 2014 17:15

RLT Unplugged 2014 è giunto al penultimo appuntamento. Stavolta è stato il turno dei Rustici Allegri, poliedrico trio romano che ha condito la serata con un po' di bluegrass. Un bel live all'insegna della buona musica e della simpatia.

 

VIDEO DEL LIVE dei rusticiallegri

 

FOTO DEL LIVE dei rusticiallegri

 

 

 

 

PER CONOSCERE GLI ALTRI ARTISTI DI RLT UNPLUGGED 2014

 

INTERVISTA Ai rusticiallegri

Penultimo live, penultima chiacchierata. Stavolta parlare un po' di se stessi è toccato ai Rustici Allegri, simpatico gruppo bluegrass protagonista della serata. Ci siamo fatti due risate con loro prima dell'esibizione. Una conversazione breve ma molto divertente.

Perché "Rustici Allegri"? Come mai avete scelto questo nome?

Patrizio: «"Rustici Allegri" viene originariamente da una storia di Topolino in cui la Banda Bassotti, rubando gli strumenti e tutto il resto, prende il posto di una famosa band country che si chiama appunto "Rustici Allegri". Abbiamo rubato il nome da lì.»

Fabio: «La Disney ancora non ci ha chiesto i diritti d'autore (ride NdR).»

Il vostro stile è veramente particolare. Da cosa dipende questa scelta musicale e quali sono gli artisti che vi hanno ispirato?

Patrizio: «In realtà è stata una scelta pratica. Noi suoniamo da tanto tempo, abbiamo avuto altre formazioni. Volevamo fare musica più essenziale, con tre diversi strumenti a corda. Per quanto riguarda le influenze,Tupac e l'hip-hop all'inizio (ride NdR). Poi il punk, il bluegrass, la dubstep, la drum and bass, il country, il blues, la musica tradizionale italiana. Raoul Casadei (ride NdR).»

"Truffle Shuffle": parlateci dell'esperienza di questo lavoro.

Patrizio: «Abbiamo registrato otto pezzi, otto rifacimenti, completamente prodotti da noi stessi. Ci siamo creati anche l'etichetta. Il titolo viene dalla danza del ventre che facevano i Goonies (ride NdR).»

Sulla vostra pagina Facebook definite la vostra musica "acusti-cafona": cosa intendete con questo termine?

Patrizio: «Non ci prendiamo troppo sul serio. "Acusti-cafona" suona bene. Noi facciamo quello che ci va di fare.»

Cos'avete in serbo per noi? State lavorando ad un nuovo disco?

«Stasera su quel palco lì spazieremo parecchio. Suoneremo pezzi dell'album vecchio e pezzi dell'album nuovo che uscirà tra qualche mese, in autunno. Stiamo lavorando a rifacimenti di brani classici della musica italiana e standard jazz. Ci vediamo e proviamo. Le influenze sono sempre quelle: il bluegrass, il funky, la musica classica ma anche l'elettronica.»

 

Francesca Marini, per Radio Libera Tutti

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