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Yes Uk! Garden: No - Videocracy

Venerdì, 03 Febbraio 2017 14:25

Gli artisti non nascono in tv

Una voce fuoricampo gli dice di ascoltare la radio... Le frequenze si spostano in automatico mentre il suo sguardo emozionato è in balia del piu’ importante mezzo di comunicazione di cui il mondo conosciuto ha potuto fruire dopo il radiotelegrafo, il sistema di trasmissione di radioonde che consentiva di ricevere e trasmettere comunicazioni telegrafiche e che divento’ fondamentale durante la prima guerra mondiale.
La radio...
Un divanetto, uno sgabello, delle chitarre sullo sfondo, in un grande cubo scenografato con tutto quello che occorre per farti sentire a casa e trasmettere questa sensazione a chi ti osserva, a chi ti spia.
Una fabbrica di cioccolato creata ad hoc con colori studiati sulla scala della tua suscettibilità. Ne troppo aggressivi, ne troppo tenui. E’ lei, la “Madre”, che deve saperti prendere per mano curandosi dei tuoi riflessi specchio, evitando di violentarti e proiettandoti in una realtà triangolare che con il tempo accetterai come la tua.
Lo sguardo e’ quello di Sergio Sylvestre, o meglio Big Boy per tutti, in virtù delle sue misure importanti che sono diventate un punto di forza dal momento in cui, nella nostra piccola comunità, una diversità tanto evidente, se e’ legata ad un talento diventa agli occhi di tutti non solo accettata, ma esaltata come caratteristica imprescindibile.
La “Madre” lo sa bene perché conosce esattamente i tuoi punti deboli.
Ti ha coccolato e ti ha studiato nel tempo, sa come emozionarti e darti la gioia, farti sentire al sicuro, tanto da non poter fare a meno di lei.
E sa prenderti per mano, farti ridere, piangere. Renderti felice.
Sono le tue emozioni quelle che contano, le stesse che la tengono in vita e di cui si nutre, quelle delle quali non puo’ fare a meno fino a che il rapporto a tre non sara’ diventato a due e sarete rimasti solo tu e lei.
La realtà circostante sarà allora l’altra realtà, quella di cui aver paura, dalla quale rifugiarsi.
Ed è proprio quel fanciullo, abituato a spiare, che ora si avvicina a lei.
Lei” non puo’ fargli male.
E sara’ proprio in quel momento che inizierà a chiedergli qualcosa in piu’.
Qualcosa che lui non potra’ negarle.
Le frequenze cambiano e Big Boy, seduto su quella poltroncina nella fabbrica di cioccolato non riesce a trattenere l’emozione. La sua canzone suona nel piu’ importante network radiofonico nazionale. Mette le mani sugli occhi abbassando la testa, piange, di un pianto senza lacrime, ma piange. Gli occhi del piccolo si emozionano. E’ il suo gigante buono.
La “Madre” è soddisfatta.
Sergio è chiuso da mesi in un contenitore dove sta imparando come si diventa un vero “artista”, sta studiando da “artista”. E sono tanti i collaboratori della “Madre” per aiutarlo nel suo percorso. Vivono succhiando emozioni e sono disposti a tutto pur di sopravvivere. Non ne possono piu’ fare a meno loro stessi. E’ troppo tardi. “Big Boy”, la canzone che gli viene attribuita da tutti non l’ha scritta lui, come avviene per la stragrande maggioranza dei suoi compagni nella fabbrica di cioccolato.
E’ in realtà il prodotto di Ermal Meta, autore e compositore albanese naturalizzato italiano che ha scritto brani dei suoi amici Emma, Elodie, Marco, Chiara, Giusy, Lorenzo, anche Annalisa e dello stesso Sergio.
D’altra parte come potrebbe il povero Sergio chiuso in un contenitore per tutto quel tempo raccontare quello che generalmente un artista racconta attraverso la propria esperienza sensoriale ed emotiva, i paesaggi, gli amori, le trasformazioni, il disagio sociale che vive un quartiere, un viaggio. Di cosa potrebbe parlare. A meno che non sia un nuovo Salgari con un grosso atlante in mano e tanta fantasia puo’ esser cosa dura, molto dura.
Nel contenitore ci sono solo corridoi che collegano stanze, strumenti e ambienti che vengono montati e smontati a seconda delle esigenze della “Madre”. Spazi creati ad hoc, dove l’occhio del fanciullo puo’ posarsi, e osservare attraverso il Velo di Maya forme e dimensioni artefatte….fino alla grande Arena. La competizione.
La fabbrica di cioccolata non puo’ permettersi alcun calo di intensità. Non c’è tempo e bisogna studiare l’arte dell’artista e prepararlo al meglio per arrivare a vincere. A farcela. “Big boy”, il “suo” brano, è in tutte le radio. Sergio è nel contenitore. Non ha ancora fatto un concerto eppure, tutti lo suonano…eppure è gia’ in classifica. E piange. Di un pianto senza lacrime, ma piange. Piange perché si domanda cosa sia un “artista” in realtà. Cos’è che studia nella fabbrica di cioccolata..
In un senso più stretto si definisce artista un creatore di opere dotate di valore estetico nei campi della cosiddetta cultura alta, come la pittura, la musica, l'architettura, il disegno, la scrittura, la scultura, la danza, la regia (cinematografica, teatrale e televisiva), la fotografia, la recitazione” ( cit. enciclopedica) Sergio è un cantante…non è un attore, almeno non particolarmente dotato. “Big boy” è il suo brano eppure non lo e’. La radio…
Prima dell’avvento della “Madre”, “Madre-TV” la radio era “il media”. “Con la nascita della TV i cittadini di tutto il mondo hanno potuto scoprire nuovi luoghi, nuovi ambienti, il globo si è improvvisamente ‘rimpicciolito’ e le notizie hanno iniziato a diffondersi capillarmente rendendo sempre piu facile la diffusione di informazioni, cultura ed anche intrattenimento. I personaggi delle varie epoche con la forza di questo strumento hanno assunto maggiore importanza nel tempo, cosi’ tanta da trasformarsi in VIP senza nemmeno accorgersene”.
Very Important Person ( o People ). Persone veramente importanti. Senza la TV non lo sarebbero probabilmente mai state.
Sergio è davanti alla Radio… Lui per tutti e’ Big Boy, la “Madre” lo ha reso un Vip usando anche quelle misure che sono diventate un punto di forza dal momento in cui nella nostra piccola comunità una diversità tanto evidente se legata ad un grande talento diventa agli occhi di tutti non solo accettata ma esaltata come caratteristica.
Chi non ha questo talento purtroppo, ma è solo “diverso” nella piccola comunita’ non sara’ mai un Vip, ma è costretto a seguire un altro iter con tutto quello che comporta avendo difficolta’ a trovare spazio spesso e volentieri in qualsiasi realtà possibile.
Purtroppo.
Il grande talento di Sergio è il canto, e vincerà quel giorno in quell’Arena, ma avere un grande talento non basta a guadagnarsi l’appellativo di artista…..
Essere un artista e’ veramente tanto, tanto altro, che Big Boy e i suoi amici nella fabbrica di cioccolata, affacciati a un balcone pan di stelle , guardando quell’orizzonte lontano dalle nuvole zucchero filato difficilmente possono arrivare a contemplare. Ma che gli auguro, senza remora alcuna, di poter scoprire quanto prima.

Di Stefano Daniele

 

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