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Musica

Brunori Sas live all'Atlantico di Roma, un concerto "contro la paura"

Martedì, 04 Aprile 2017 10:30

Sabato 1 aprile, ore 21.10. Sono in attesa di mostrare il mio biglietto all’ingresso dell’Atlantico e superare l’ultimo step posto tra me e la sala in cui si terrà il concerto di Brunori Sas.

 

Prima di questo passaggio ho dovuto fare una fila di circa mezz’ora già dal parcheggio; ho dovuto bere la birra alla goccia perché “non potete entrare con liquidi portati da fuori”; poi sono stato perquisito e privato del tappo della bottiglietta d’acqua, per lo stesso motivo di cui sopra.

Comunque sia l’efficientissima sicurezza sta finalmente per controllare il mio biglietto quando, dall’altro lato delle transenne, quindi da dentro la sala, arrivano due ragazzi.

Uno si rivolge al buttafuori e dice: “Scusami, noi ci siamo persi e dal parcheggio ci siamo ritrovati direttamente qui dentro. Però non abbiamo ritirato il biglietto. Possiamo uscire per andare al botteghino a prenderlo?”.

I buttafuori si guardano, sono perplessi. “Quindi siete entrati senza biglietto?”, chiede uno.

“Già. Però ce l’abbiamo, dobbiamo solo andarlo a ritirare”, afferma uno dei ragazzi.

Si avverte tensione nell’aria. Due cose di questa storia non tornano. La prima: perché se sono già dentro la sala chiedono di poter uscire a ritirare il biglietto? Ma soprattutto, come sono riusciti a entrare senza questo? È evidente che questa falla nel sofisticato sistema di controllo messo in piedi ha sorpreso i responsabili della sicurezza. I quali, prima di autorizzare i ragazzi a tornare indietro fino al botteghino, vogliono vederci chiaro.

Avrei dovuto capirlo già da questa scena che il concerto di Brunori Sas sarebbe stato particolare. D’altra parte le aspettative erano alte. Il disco A casa tutto bene è certamente – almeno secondo il parere di chi scrive – il miglior prodotto mai partorito dalla penna di Dario Brunori. Un lavoro sensibile, profondo, e maturo che segna tra l’altro una significativa evoluzione dal punto di vista musicale.

E proprio questa evoluzione di Brunori si è chiaramente colta anche all’interno del live. Se non fosse per l’acustica dell’Atlantico, si potrebbe dare un voto altissimo all’esecuzione musicale e agli arrangiamenti proposti da Brunori e dalla sua band di sei elementi, una squadra che si è saputa muovere come un’anima sola per tutta la durata del concerto (un’ora e quaranta circa).

Ma al di là del valore in sé del concerto, figlio – come detto – del valore musicale del disco, ciò che va sottolineata è la portata catartica dello stesso.

Ha ragione Brunori quando dopo le prime due canzoni – La verità e L’uomo nero – saluta il pubblico e dice che siamo andati lì per cercare sicurezza, per esorcizzare le paure. Non è solo uno stratagemma per lanciare il singolo Canzone contro la paura, ma è un’affermazione lucidissima. Da qualche mese stiamo vivendo con la paura costante di tutto ciò che ci circonda: paura dell’uomo nero, del ragazzino arabo che legge il corano sull’autobus; paura di aggrapparsi agli appigli sbagliati, alle persone sbagliate, agli amori non corrisposti. Per non parlare della paura di esporsi contro il cancro del Sud, quella mafia raccontata magistralmente in Don Abbondio.

Insomma quello di Brunori è un concerto contro la paura, un rito esorcizzante collettivo, una messa laica che tenta di scongiurare i mali del nostro secolo con le canzoni, i balli, le storie d’amore e gli intermezzi cabarettistici.

Dario Brunori ha la capacità di cantare di tristezza e violenza con una sensibilità rara che non lascia spazio alla rabbia. Eppure ce ne sarebbero di opportunità per rispondere alla paura con la violenza, così come canta in Sabato Bestiale, e così come da mesi sentiamo auspicare da politicanti del calibro di Salvini. Ma non è questo quello che il cantautore vuole trasmettere al proprio pubblico. Ciò che vuole lasciare agli ascoltatori è la consapevolezza che già parlarne aiuta a esorcizzare il tutto. E non c’è populismo che tenga di fronte alla catarsi rigenerativa di un concerto come quello di Brunori.

Bastano quindi venti canzoni a farci rasserenare con il mondo e farci sentire più sicuri? Forse no. Forse Brunori è solamente un palliativo. O forse ho assistito alla più grande somministrazione di placebo mai vista prima. In ogni caso non importa. Sabato sera siamo tutti tornati a casa convinti che le paure, anche quelle più ancestrali, le più immotivate, quelle che sembrano sfuggire al nostro controllo, possono essere sconfitte e superate.

O almeno, io ne sono convinto.

Non so se lo siano altrettanto i buttafuori di cui parlavo all’inizio. Loro saranno ancora lì, chiedendosi da dove siano arrivati quei due ragazzi, loro davvero sfuggiti a ogni controllo.

SCALETTA:

La verità
L’uomo nero
Canzone contro la paura
Lamezia Milano
Colpo di pistola
La vita liquida
Come stai
Le quattro volte
Fra milioni di stelle
Pornoromanzo
Lei, lui, Firenze
Arrivederci Tristezza
Una domenica notte
Il costume da torero
Sabato Bestiale
Don Abbondio
Rosa
Guardia ‘82
Kurt Cobain
Secondo me


Di Daniele Rizzo

 

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