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Musica

I migliori dischi italiani del 2017 - Aprile

Domenica, 30 Aprile 2017 18:25

Abbiamo selezionato quelli che secondo noi sono i migliori dischi italiani pubblicati durante il mese di aprile.

Dai grandi ritorni come Fabri Fibra all'esordio de I Botanici, dall'allegria del folk degli Eugenio In Via Di Gioia al rock tagliente dei Captain Mantell, dalle visioni strumentali di Paolo Spaccamonti al rap di Bassi Maestro, anche aprile è stato un mese pieno di musica.

FABRI FIBRA - FENOMENO

Universal | rap

"Fenomeno" segna il ritorno del rapper di Senigallia. Meno volgare e forse proprio per questo più pungente, Fabri Fibra getta uno sguardo introspettivo dentro di sé e fuori di sé, il rapporto con una società inghiottita dal social, quello con il mondo accidentato della musica e quello con i propri fantasmi interiori. Dissacrante, ironico, incisivo. Fibra questa volta risulta più curato e attento a parole e suoni, le basi più elaborate con l'aiuto di una squadra di produttori d'eccezione tra cui Bassi Maestro e Deleterio e con i featuring con Thegiornalisti e il rapper Laïoung. E un reading di Roberto Saviano. Una lieta sorpresa, un nuovo Fabri Fibra. Se prima non vi piaceva, questa volta forse vi piacerà.
mood: ritorno in grande stile


EX-OTAGO - STRAMARASSI

INRI / Garrincha Dischi | indie, pop

"StraMarassi" è la riedizione di "Marassi", l'album degli Ex-Otago pubblicato a ottobre dello scorso anno. Contiene la versione originale di "Marassi" e la versione speciale, realizzata insieme a numerosi artisti. Ogni brano del disco acquista una nuova veste e una nuova personalità, featuring e remix azzeccati che mettono in luce la vera essenza di ogni pezzo. Accanto al gruppo genovese compaiono quindi nomi d'eccezione come Eugenio Finardi, Dardust, Caparezza, Godblesscomputers, España Circo Este e tanti altri. Nessun brano inedito, ma una foggia nuova, un esperimento interessante per questo disco che ha riscosso grande successo.
mood: un cerchio che si chiude con una grande festa


I BOTANICI - SOLSTIZIO

Garrincha Dischi | indie, rock, emo

Primo capitolo musicale del gruppo di Benevento. Prodotto da Bebo de Lo Stato Sociale, "Solstizio" segna l'esordio de I Botanici, un esordio esplosivo tra chitarre ruggenti, batteria pestata, note intrise di elettricità. L'eco dei toni introspettivi dei Fine Before You Came incontra il pugno duro dell'energia di quell'onda del rock italiano di cui i Fast Animals And Slow Kids sono un esempio, un rock genuino, sudato, d'impatto. Un disco in cui il giovane gruppo ha messo paure e storie, un lavoro dai toni cupi che però lascia trapelare un raggio di speranza. Un solstizio di grande spessore per i Botanici, un inizio di una stagione musicale che speriamo duri a lungo.
mood: un luminoso primo giorno d'inverno


EUGENIO IN VIA DI GIOIA - TUTTI SU PER TERRA

Libellula Music | indie, cantautorato, folk

L'allegro gruppo torinese con Eugenio Cesaro al comando è tornato con "Tutti su per terra", un album che parla del rapporto tra l'umanità e la natura, l'uomo con il mondo, l'essere umano con l'altro essere umano. Un lavoro riflessivo, con toni più amari rispetto al precedente "Lorenzo Federici", ma non per questo meno radioso nelle sonorità. I dischi degli Eugenio In Via Di Gioia si rivelano di nuovo una festa con le loro melodie spensierate e con i loro testi ironici sempre pronti però ad ammonire comportamenti sociali ed invitare l'ascoltatore ad una riflessione più profonda su certi temi. Un folk giocoso, un testo apparentemente spensierato ma tagliente. Un gruppo con tanta voglia di fare musica, di far pensare, di far divertire.
mood: saper ballare in equilibrio su un mondo alla deriva


ZU - JHATOR

House Of Mythology | sperimentale, rock, post-hardcore

Il visionario trio romano torna con "Jhator" un lavoro introspettivo che prende il nome da un antico rito funebre tibetano e con il quale il gruppo lascia la dimensione jazz-core. Oltre lo sperimentale, rigorosamente strumentale oltre qualsiasi forma del rock e della musica ad oggi conosciuta, "Jhator" è un disco misterioso, dal sapore quasi mistico, fatto di rumori, suoni della natura, cupi sintetizzatori, chitarre, violoncello, batteria. Ruvido, passionale, inquietante, a tratti malinconico. Un disco che in sole due tracce (sì, di venti minuti ciascuna) compie una riflessione sulla vita, sull'anima, sul viaggio che l'attende. Oscuro, come il mistero che si cela dietro ogni nostro respiro.
mood: post-tutto


PAOLO SPACCAMONTI & PAUL BEAUCHAMP - TORTURATORI

Escape From Today / Fratto9 | sperimentale, alt-folk

Album di due tracce anche per questo strano duo, un po' più brevi rispetto agli Zu (durano entrambe circa un quarto d'ora). Il chitarrista torinese incontra il polistrumentista americano in un trip musicale avvolto nel mistero, che supera il concetto del folk e dell'elettronica. Sfaccettato, psichedelico, lunatico. Con "Torturatori" i due musicisti cercano di fare chiarezza nel proprio buio interiore, o almeno cercano di buttarlo un po' fuori. Il risultato è un percorso nebbioso a spasso di uno scenario fantastico, a colpi di una musica acida, ma al tempo stesso morbida. Una colonna sonora perfetta per quel avventuroso viaggio on the road che è la nostra vita.

mood: un suggestivo panorama fatto di musica, da esplorare lungo il cammino


CAPTAIN MANTELL - DIRTY WHITE KING

Overdrive / Dischi Bervisti / Dischi Sotterranei / Goodfellas | alternative rock

Sesto album per la ruggente band veneziana. Distorsioni, voci velenose, chitarre impazzite. Sonorità sporche ed energia da vendere, i Captain Mantell sono un'autentica chicca del rock italiano, capitanati dall'ex Il Teatro Degli Orrori, Tommaso Mantelli. Con lo zampino di Nicola Manzan (Bologna Violenta) e Francesco Chimenti dei Sycamore Age, il gruppo parla di rabbia, una rabbia che conduce a determinati comportamenti, con determinate conseguenze. La stessa rabbia che esplode nei loro strumenti. Accattivante, con i suoi ritmi serrati, gli accenni prog, i suoni pregni di ruggine, "Dirty White King" è un vortice di elettricità che non si calma facilmente. Un po' di sano rock non fa mai male.
mood: musica ad alto voltaggio


BASSI MAESTRO - MIA MAESTÀ

Com Era Records | rap

Grande ritorno anche per Bassi Maestro. Il rapper milanese si conferma come uno dei giganti della scena rap italiana. Un lavoro intimo, ricco, curato nel minimo dettaglio, che si avvale del tocco di altre figure del panorama come Fabri Fibra, Gemitaiz, Vegas Jones e tanti altri. Sincero, senza tanti peli sulla lingua, teso tra rap vecchia scuola e sonorità del tutto contemporanee, tra tradizione e freschezza. Un lungo ma convincente lavoro con degli skits che spezzano il ritmo ogni tanto, piacevole, schietto. Coraggioso. Un artista che ancora ha molto da dire.
mood: raccontare il proprio mondo e se stessi con la musica


TEHO TEARDO & BLIXA BARGELD - FALL

Specula Records | alt-rock, sperimentale

La coppia Teardo-Bargeld torna con un nuovo EP, instancabili come al solito. Quattro tracce disturbanti ma affascinanti, tra un rock colorato di varie sfumature e musica classica, in cui figura una cover distorta, tenebrosa, ma fedele di "Hey Hey My My" di Neil Young. Il musicista friulano incontra di nuovo una delle figure più importanti della scena industrial e ci regala un lavoro d'avanguardia che passa dall'inglese al tedesco e all'italiano in un tripudio di archi circondati dai malinconici e inquietanti tasti di un pianoforte, suoni più elettrici e psichedelie. Suggestivo, teatrale.
mood: una travolgente pièce musicale


MUSH - MUSH

'59srs / Atomic Soup Records / Controcanti / Dotto / Dreamingorilla Records / Entes Anomicos / E' un brutto posto dove vivere / Insonnia Lunare Records / Valuum Records | punk, rock

Del buon punk non poteva mancare. Semplice, diretto. "Mush" segna l'esordio dei Mush, gruppo aretino nato dalle ceneri dei Kaleidoscopic, ceneri fumanti. Accattivante, dai ritmi incalzanti, il piglio internazionale e i testi in italiano. Un rimando a metà tra il punk oltremanica anni settanta e quel filone nato in Italia negli anni ottanta. Una decisa scossa, una sferzata che sveglierà la vostra anima dormiente. Uno sporco concentrato di veleno.

mood: incazzato

 

Di Francesca Marini.