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Musica

Sustain, un debutto esplosivo

Martedì, 30 Aprile 2019 10:56

Sabato sera all’Eden Ristopub di Marino si è tenuta la prima serata di Sustain, il nuovo evento targato Purple Line, sul palco i Plain e i Maybe 6

“E che roba è Sustain?” vi chiederete giustamente voi. Potrei rispondervi che è una serata di musica dal vivo, ma in realtà è qualcosa di più. Sul palco si alternano due band, una molto giovane, appena agli esordi, l’altra più esperta, che sta cercando di sfondare; dopo averle ascoltate suonare però, i membri della band si raccontano un po’ rispondendo alle domande di Matteo Violo, l’ideatore dell’evento, ed è proprio questa la particolarità di Sustain.

I primi a salire sul palco sono stati i Plain, una band, come ho già detto, giovanissima: si va dai 23 anni di Michela Pranzo, la bassista, agli appena 16 di Thomas Hanna, il chitarrista, passando per i 19 della cantante Roberta Menconi ed i 17 di Tommaso Pompa, il batterista. Il loro rock-blues (come loro stessi lo definiscono) è davvero piacevole da ascoltare ed i loro singoli inediti sono dimostrazione di un innegabile talento in via di sviluppo. Personalmente ho adorato “Garden of Dreams”, ma anche “4 o’clock” e “A place of my own” sono davvero validi. I ragazzi si dicono appassionati di vari generi musicali, dal blues al metal, e alla domanda “Su quale palco sognate di suonare?” i quattro rispondono molto timidamente che sognano di suonare sul palco del Rock in Roma, “o all’Auditorium Parco della Musica” aggiunge Tommaso.

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Foto di Andrea Tabacco

Dopo i Plain è venuto il turno dei “Maybe 6”. Maybe, appunto, visto che sabato si sono presentati in sette: Andrea Valente, voce, Manuel Napoleone, chitarra, Fabrizio Locci, basso, Flavio Variscio, batteria, Gabriele Camboni , trombone ed i due sax, Fabio Bordi e Gabriele Borro.

Il loro sound, con influssi che vanno dal rock, al reggae, al funk è tanto difficile da inquadrare quanto lo è da dimenticare. Ho trovato fantastiche sia “Franz” che “Don’t give a funk”, ma anche gli altri inediti, “Raise”, “On my board”, “For you” ed il loro nuovo pezzo “That day” si fanno ascoltare con molto piacere.

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Foto di Andrea Tabacco

Ma veniamo alla loro intervista, la vera peculiarità di Sustain: Matteo ha mostrato una scena tratta dal famoso film “La leggenda del pianista sull’oceano”, in cui Max Tuney chiede a 900 (il pianista, interpretato da Tim Roth) “Dove la prendi la musica?”. Proprio questa è stata la domanda che ha rivolto ai Maybe 6. “E’ il contesto che hai intorno a darti le idee” hanno risposto i ragazzi “sia l’ambiente sia le persone che ti circondano”. Ne è un buon esempio Franz, singolo che i ragazzi hanno dedicato alla prima “cotta” del loro fonico.

La serata si è poi conclusa con una piacevole Jam Session, che ha contribuito ancor di più ad annullare la distanza tra palco e pubblico, tra le band e gli spettatori. Ed è proprio questa, secondo me, la forza di questo evento.

In conclusione, questa serata di debutto è stata davvero un successo e mi fa ben sperare per la prossima, che si terrà il 10 maggio. Vi consiglio di passare a dare un’occhiata.

Di Matteo Borelli

 

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