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Musica

Giovanni Lindo Ferretti a Villa Ada Roma Incontra il Mondo

Mercoledì, 03 Luglio 2019 18:58

Una grande serata di musica a Villa Ada Roma Incontra il Mondo con Giovanni Lindo Ferretti

Villa Ada Roma Incontra il Mondo continua la sua programmazione e Radio Libera Tutti continua a tuffarsi in questa oasi di pace e cultura.

Lunedì 1 Luglio l’occasione è stata il live di Giovanni Lindo Ferretti che sta portando in tour “ A CUOR CONTENTO” con il suo repertorio solista unito a quello dei CCCP fedeli alla Linea, i C.S.I. ed una scaletta che prevede anche qualche estratto da “Saga, il Canto dei Canti”.

L’orario previsto per l’inizio del concerto che non ha una “band spalla” è quello delle 22.00. Arrivo una ventina di minuti prima e con un pizzico di rammarico non vedo una gran folla, tutt’altro. Mi sbaglio però, perché si partirà alle 22.30 e per quell’ora Villa Ada regala una cornice di pubblico consona agli artisti che andranno ad esibirsi.

Si è detto e scritto tanto, probabilmente troppo su Lindo Ferretti e la sua “svolta” radicale dopo i problemi di salute. Sarebbe il caso di lasciare spazio alle parole in musica. E’ quel che vuole anche il “cantore, scrivano, montano, cattolico, romano”, ( così si definisce il cantautore Emiliano di Cerreto Alpi).

Entra mani in tasca ( non le toglierà se non per concedersi qualche sigaretta) e senza indugiare in saluti vari fa parlare subito la musica con “Morire”, “Tu Menti”, Mi Ami?. Snocciola canzone dopo canzone senza lasciarsi andare ad inutili chiacchiere.

Dopo una quarantina di minuti si alza un grido dalla folla: “Facci ballare!”. Ferretti risponde che è ancora presto ma “ se volete facciamo Spara Jurij e andiamo a casa”. Saranno queste le sole parole extra musicali della serata romana. Non è scorbutico, affatto, sorride quando fa calare il suo sguardo sul pubblico venerante, schivo quello sì. Non ci sono fotografi nel pit loro dedicato per scelta del cantante. Le luci non sono aggressive e tengono per lo più celato il volto di Ferretti che anche qui fa un passo indietro per mettere in prima linea la musica.

Con lui sul palco, entrambi ex Ustmamò, ci sono Ezio Bonicelli, chitarra elettrica e violino, e Luca Alfonso Rossi , basso chitarra. Sarà la seconda parte a chiamare in causa più di frequente il violino di Bonicelli con la produzione del periodo CSI e versioni da brividi di “Del mondo”, Intimisto”, “Annarella”, “Occidente” “Barbaro”. La voce di Ferretti è sempre quella che ricordavo: impeccabile. A dispetto delle sue dichiarazioni in cui non si celebra certo come “voce”. La sua intonazione “salmodiante” è ancora davvero un bel sentire.

Manca poco alla mezzanotte quando i tre escono di scena. Tre/quattro minuti e sono di nuovo sul palco: c’è ancora tempo per “Irata”, “Pons Tremolans” ma soprattutto le richiestissime ed amatissime “Emilia Paranoica” e “Spara Jurij” col Pogo annesso sottopalco.

A dispetto di chi continua a chiedersi se abbia senso che il “nuovo”Ferretti canti i brani del “vecchio”, noi crediamo che il senso ce l’abbia eccome. L’attualità di quei testi è ancora una volta di più, innegabile. Da venti minuti è passata la mezzanotte e noi andiamo via a cuor contento.

Di Alessandro Giglio

 

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