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Giovanni Lipford e la sua musica senza età: storia di come nasce un progetto solista

Domenica, 14 Giugno 2020 18:02

Giovanni Lipford è un cantautore romano di origine statunitense approdato quest'anno a un importante snodo per la sua carriera artistica: il primo progetto solista.

Da sempre affascinato da gruppi storici come i Red Hot Chili Peppers, Slipknot, System Of A Down, Nirvana, Foo Fighters, Lit, Korn, Limp Bizkit, Muse e tanti altri, ha seguito la sua ispirazione, dapprima in una band, i Mantram, per poi avvertire la necessità di provare un percorso diverso e autogestito, alla ricerca di nuove parti di sé da esplorare e donare agli altri sotto forma di vibranti e inediti accordi.

Come spesso accade, il talento che un artista ha dentro necessita di un mentore per generare la scintilla giusta, così infatti ci racconta il musicista: “Durante la mia adolescenza ho avuto la grande fortuna incontrare il professor Stefano Toni, vice-preside della mia scuola. Egli, ex-batterista della band Sailor Free, aveva creato all'interno dell'istituto un laboratorio musicale dove permetteva a chiunque fosse interessato, di avvicinarsi al mondo della musica: un autentico circuito di creatività. Lì ho iniziato a comprendere le difficili e affascinanti dinamiche del far parte di una band, ho conosciuto persone con cui condividere la mia passione, ho suonato per la prima volta brani di altri artisti, frequentare ambienti underground, fin quando ho sentito che non avrei più potuto farne a meno”.

In una storia che ha quasi i toni romantici del giovane Todd, protagonista dell'Attimo Fuggente, che sperimenta se stesso, rapito dalle lezioni coinvolgenti di Keating, Giovanni Lipford ci spiega come è stata una naturale conseguenza la fondazione dei Mantram: “Vivere il laboratorio musicale è stato il principio di una bellissima storia d'amore. Avevo appena sedici anni, e vivevo dell'entusiasmo e del forte desiderio di dar voce ai miei pensieri: con alcuni fidati compagni, incuranti come me dell'inesperienza, ci unimmo in un percorso artistico molto intenso e passionale, non privo di difficoltà e sacrifici. La musica è sempre stata al primo posto da allora, anche con la spiacevole conseguenza di non aver coltivato carriere lavorative entusiasmanti. Appena terminato gli studi, ho sempre cercato lavori part-time per dedicarmi maggiormente alla musica e alla band e, sinceramente, rifarei tutto. Il mio consiglio a chi vuole abbracciare oggi un percorso artistico è solo quello di porsi un limite temporale. Un progetto che resta molto tempo in piedi ma non decolla, ha poco margine di successo, a mio avviso. Se il tutto è mosso invece esclusivamente dalla voglia di esprimersi senza necessariamente arrivare a un traguardo netto, allora è un altro discorso e la musica resta sempre il porto sicuro dove rifugiarsi nel tempo libero. Fare musica è arte, è creatività, e viverla con passione è già di per sé un successo, a volte si scorda questo. Se si perdono le motivazioni, forse qualcosa non va. Ho iniziato a suonare con la band a 17 anni e a 34 anni ho deciso di lasciarla, in quanto era per me un capitolo esaurito. Siamo fatti per cambiare”.

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Il panorama musicale è infatti costellato di band che si separano o si reinventano e artisti che cercano nuove strade. I fan vivono questi passaggi di testimone quasi come un lutto, ma probabilmente a volte è necessario porre fine a qualcosa per aprirsi la possibilità di un nuovo inizio. E questo è quanto è accaduto a Giovanni, che nel Gennaio 2019 lascia i Mantram ed esattamente un anno più tardi lancia il suo progetto solista, “Lipford”, di cui si consiglia l'ascolto a tutti, senza limiti d'età, e specialmente a chi ama artisti come Ed Sheeran, Gavin De Graw, Jason Mraz e James Morrison: “Il progetto LIPFORD è stata un'autentica esigenza personale, la risposta a tutte le mie inquietudini. Essere indipendente, non arrivare a compromessi, decidere per il proprio gusto, queste erano le mie aspettative e necessità del momento. Ho la consapevolezza che fare musica è tutto per me, quindi sicuramente l'impatto che questo progetto può avere sulla mia vita non può essere che meraviglioso”.

Passione, tecnica, tenacia e perseveranza, questi sono i presupposti per intraprendere un certo di tipo di cammino, ma è giusto cogliere anche l'entità dell'attenzione che richiede un progetto solista: “Nulla è lasciato al caso. Ogni passo è stato frutto di un attento lavoro di pianificazione. Il mio percorso è volto a produrre singoli. Il giorno che avrò abbastanza singoli da creare un ampio repertorio e una fanbase consistente e bramosa di un mio lavoro più esteso, procederò con un full-lenght album. Attualmente la quarantena ha rallentato il ritmo intrapreso inizialmente, ma purtroppo ci sono sempre dei fattori più grandi di noi che non è possibile controllare. L'importante è non scoraggiarsi e, una volta stabilizzata la situazione, pianificherò i live, che per un musicista sono sempre l'aspetto più notevole, quel turbinio di emozioni che ti permettono una concentrazione migliore a mio avviso. Intanto la mia musica si può trovare su tutti gli store digitali come SPOTIFY, iTUNES, DEEZER, AMAZON MUSIC e GOOGLE MUSIC. Con questo progetto vorrei essere un nuovo punto di riferimento per il cantautorato pop internazionale, senza impormi nulla di obbligato: ambisco sia alla nicchia che al mainstram. Con la vasta offerta musicale odierna, crearsi un proprio bacino d'utenza è già un ottimo risultato”.

Potete seguire Giovanni Lipford per saperne di più sul suo sito e sui principali social network ai seguenti link:

www.lipfordmusic.com
www.facebook.com/lipfordmusic
www.twitter.com/lipford_music
www.instagram.com/lipford_official

Come è accaduto con tutti gli artisti intervistati in questo periodo, concludiamo con un focus sulla situazione pandemica attuale che necessariamente ha impattato sul mondo dell'arte, per un parere fiducioso e positivo di Giovanni: “Il settore artistico è uno dei settori più colpiti e io ho al momento sopperito suonando i miei singoli e alcune cover durante dirette social. Mi aiuta a tenere alta la concentrazione sui prossimi live e aiuta a far comprendere a chi sta dall'altra parte dello schermo che, nonostante tutto, c'è sempre il desiderio di condividere le proprie emozioni: linfa vitale per chi vuol considerarsi un artista. La pandemia da coronavirus è stata secondo me come un respiro che il pianeta ha palesato di doversi prendere. Mi auguro che non sottovaluteremo l'accaduto e provvederemo a cambiare determinate abitudini sbagliate per una collettività rinnovata dagli ultimi eventi difficili”.

Di Beatrice Fiaschi

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