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Grillo e M5S : il baratro dell'incertezza

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Durante questa battaglia mediatica per il possesso dei sistemi di comunicazione e del consenso popolare, mi sovviene un interrogativo pernicioso : non è che tutta questa modernità ci farà del male?

A pensarci su due piedi, non può essere. Non può essere che noi uomini civilizzati siamo così rudi e incapaci di organizzare la macchina amministrativa del paese. Non può essere che l’uomo moderno non sia capace di aprirsi alle nuove telecomunicazioni e ai nuovi metodi di discussione telematica.

Io penso che la politica è quanto di più nobile possa avere l’uomo. Conquistata dopo secoli di filosofia e decenni di contestazioni, il pensiero politico nobilita l’uomo. Lo rende capace di guardarsi attorno, di allargare l’area della coscienza, di  osservare e capire il mondo che lo circonda.

Snaturare un atto così puro e così importante è quantomeno sacrilego.

Le elezioni del 2013 sono quanto di più empio e negativo sia successo negli ultimi due anni in Italia. Come possiamo accettare una lista politica che ha rapporti solo sul web, che ha reclutato candidati sulla rete per proporli alla Camera e al Senato come se niente fosse? Siamo sicuri che il modello di cittadino onesto e contro la Casta sia in grado di  governare l’Italia? Io penso di no.

Sono dell’opinione che l’immagine di cittadino corretto e rispettoso della legge combaci più con uno stereotipo  di moralista che con un uomo modello. Perché? Per il semplice motivo che i "grillini" eletti alla Camera e al Senato sono gli odierni radical chic,  quelli che pensano di cambiare le cose avendo solamente dei  buoni propositi, i "borghesotti" benestanti che giocano a fare i proletari e i disagiati. Non sono accuserò il M5S di populismo, perché essere populisti non è un accusa. “Il populismo esalta in maniera demagogica e velleitaria il popolo  come depositario di valori totalmente positivi“ e qui non si tratta di esaltazione del popolo ma dell’esaltazione di un leader assoluto, che mi fa pensare con un velo di tristezza ad un ‘altra figura storica che si proponeva in questa maniera.

Più che un cambiamento epocale, come viene spesso definito e riassunto il programma del suddetto partito, io parlerei di uno sfoggio inutile di perbenismo e di valori morali, finalizzato unicamente al raggiungimento del consenso,  di una dialettica (se così si può chiamare) un po’ mussoliniana e atteggiamenti altamente sovversivi, non che questo sia necessariamente un male. Ma in  fin dei conti, come possiamo cambiare la politica con l’antipolitica? Sarebbe come gettare del fuoco sull’acqua. Forse abbiamo sbagliato i calcoli, e per l’ennesima volta il popolo italiano (o almeno la sua maggioranza) ha fatto la scelta sbagliata. Forse è il momento di placare le smanie anarcoidi e rivoluzionarie quando l’unica rivoluzione avvenuta è quella di una contestazione globale e spregiudicata, che punta a demolire tutto e tutti.

Yuri D’Alessio

Lo spazio di attualità, cultura, approfondimento e cultura del liceo Foscolo.