In questa occasione è il caso di Giorgos Katidis, giovane giocatore (1993) dell'Aek Atene, che dopo aver messo in rete il pallone del 2-1, si è diretto sotto la curva dei propri sostenitori, con il braccio destro teso, tra lo sguardo incredulo e disgustato di compagni di squadra e tifosi. La Federcalcio greca, non è state tenera nei suoi confronti, e il giovane Katidis è stato radiato da tutte le nazionali (giovanili e maggiore), con la seguente motivazione:
“Il suo gesto colpisce profondamente tutte le vittime delle atrocità naziste e ferisce il carattere pacifico e profondamente umano del calcio.”
Ciò è avvenuto mentre a Salonicco, in Grecia, si stava svolgendo la commemorazione per il 70° anniversario della deportazione nazista degli ebrei. In una Grecia che vive il delirio neofascista/neonazista in parlamento, tramite Alba Dorata (entrato in parlamento con il 6,92%) partito giudicato antisemita avendo nello statuto la seguente premessa "solo chi è Ariano di sangue e Greco di discendenza può entrare in Alba Dorata", un altro episodio che avvicina la società greca all'estremismo, e che spaventa la popolazione e l'Europa.
Non è certamente il primo caso a cui ci capita di assistere negli stadi, in Italia, ricordiamo l'episodio di Paolo Di Canio nel derby tra Roma e Lazio, che però dopo molto clamore fu punito solamente con 1 giornata di squalifica e una multa onerosa, che certamente non fecero pentire il calciatore che dichiarò:
"Sono un fascista, non un razzista. Era un saluto per la mia gente".







